300 persone coinvolte, di cui 113 con disabilità, affiancate da 46 professionisti tra tecnici ed educatori: sono i numeri del progetto “Tip Top Mountain”, recentemente conclusosi in Sicilia, percorso di nove giornate di alpinismo, arrampicata ed escursionismo che ha messo in rete enti del settore sportivo, sociale e tecnico, per costruire esperienze “con” le persone con disabilità e valorizzare la relazione, la condivisione e la crescita sociale attraverso gli sport di montagna

Dal 9 all’11 ottobre una sessantina di partecipanti tra persone con disabilità e accompagnatori/tecnici hanno preso parte alla tappa siciliana del progetto Tip Top Mountain, concludendo così il percorso di nove giornate di alpinismo, arrampicata ed escursionismo che ha messo in rete enti del settore sportivo, sociale e tecnico, per costruire esperienze “con” le persone con disabilità e valorizzare la relazione, la condivisione e la crescita sociale attraverso gli sport di montagna.
Nel dettaglio, la tappa siciliana è iniziata il 9 ottobre a Ragalna (Catania), con l’arrampicata indoor presso la scuola di arrampicata Etna Climbing, spostandosi il giorno successivo sulla roccia della falesia di Bronte, conosciuta anche come Roncazzo di Canalaci, sul versante occidentale dell’Etna, per una giornata di arrampicata outdoor. A seguire, i partecipanti hanno preso parte a un incontro di preparazione all’escursione del giorno successivo sull’Etna con le Guide Alpine e Vulcanologiche siciliane.
Progetto nazionale promosso dalla Ministra per le Disabilità, in collaborazione con il CAI (Club Alpino Italiano), il CONAGAI (Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane), il Collegio Nazionale dei Maestri di Sci, la FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali) e la FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana), Tip Top Mountain ha coinvolto complessivamente circa 300 persone, di cui 113 con disabilità, affiancate da 46 professionisti tra tecnici ed educatori e ha visto la partecipazione di atleti della FASI in veste di testimonial e dimostratori.
Le nove giornate di attività si sono articolate su tre tappe la prima delle quali nelle Dolomiti di Brenta, tra arrampicata ed escursionismo, la seconda in Valle d’Aosta, dove tre atleti con disabilità hanno raggiunto quota 3.600 metri sul ghiacciaio del Monte Bianco e la terza, appunto, in Sicilia.
«Queste giornate – commenta Martino Peterlongo, presidente del CONAGAI – ci hanno dimostrato concretamente quanto la montagna possa offrire occasioni di inclusione e autonomia. Per noi guide alpine è stata anche un’importante occasione di crescita professionale: lavorare insieme alle persone con disabilità, ai tecnici FASI e alle realtà coinvolte nel progetto ci ha permesso infatti di arricchire le nostre esperienze e competenze. Siamo fieri di avere sperimentato sul campo un modello che può diventare patrimonio stabile del mondo della montagna».
«Il nostro impegno nel Para Climbing – ricorda dal canto suo Davide Battistella, presidente della FASI – si sviluppa su due fronti: da una parte l’alto livello, in vista dell’esordio paralimpico a Los Angeles 2028, dall’altro la promozione della pratica sportiva tra le persone con disabilità. Riteniamo infatti che l’arrampicata sia uno straordinario strumento di crescita, autonomia e autostima e attraverso Tip Top Mountain abbiamo contribuito a diffondere una cultura della montagna e dell’arrampicata come esperienze accessibili, inclusive e condivise, capaci di abbattere barriere e valorizzare le potenzialità di ciascuno».
La tappa siciliana, va segnalato in conclusione – è stata coordinata da Mirto Monaco per le guide alpine e da Cristina Cascone per la FASI. Un ringraziamento particolare è doveroso per tutti i tecnici specializzati nelle attività paralimpiche e per le guide alpine coinvolte nelle diverse tappe del progetto, che si è avvalso anche del prezioso supporto degli operatori del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. (S.B.)
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