I giovani con disabilità devono essere in prima linea nelle azioni e nei negoziati sui cambiamenti climatici

Sono molti milioni nel mondo, ma sono ampiamente sottorappresentati, se non assenti, nei dibattiti sui cambiamenti climatici, pur essendo tra le fasce di popolazione che ne subiscono maggiormente le conseguenze. Per questo il Forum Europeo sulla Disabilità e l’YNA (“Accademia dei Giovani Negoziatori”) hanno prodotto il documento intitolato “I giovani con disabilità in prima linea nelle azioni per il clima”, chiedendo appunto una partecipazione significativa dei giovani con disabilità ai negoziati e alle azioni riguardanti il clima
Comitato Giovani del Forum Europeo sulla Disabilità
I componenti del Comitato Giovani del Forum Europeo sulla Disabilità, che ha recentemente rinnovato i propri quadri, con l’entrata anche del nostro connazionale Dong Dong Camanni

L’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità e l’YNA (Youth Negotiators Academy, letteralmente “Accademia dei Giovani Negoziatori”) hanno prodotto congiuntamente il documento intitolato Youth with Disabilities at the Frontline of Climate Action (“I giovani con disabilità in prima linea nelle azioni per il clima”), in cui chiedono appunto che vi sia una partecipazione significativa dei giovani con disabilità ai negoziati e alle azioni riguardanti i cambiamenti climatici.
«La popolazione mondiale – si legge a tal proposito in una nota dell’EDF – conta circa 1,2 miliardi di giovani, di cui circa 22,8 milioni con disabilità. Nell’ultimo decennio, i giovani sono stati realmente il cuore del movimento per il clima, anche perché, pur avendo contribuito in minima parte alle emissioni di CO2, saranno proprio loro a subire le conseguenze delle azioni prodotte dalle precedenti generazioni. Nonostante questo, però, i giovani rimangono ampiamente sottorappresentati nei dibattiti sul clima o addirittura del tutto assenti, quando la loro identità si colloca all’intersezione tra l’essere giovani e l’appartenere ad altre categorie sottorappresentate, vale a dire persone provenienti dal Sud globale, immigrati, donne, minoranze di genere, appartenenti a classi sociali svantaggiate e, naturalmente, i giovani con disabilità».

Proprio sui giovani con disabilità, EDF e YNA sottolineano come essi subiscano gli effetti dei disastri legati al cambiamento climatico «attraverso una triplice prospettiva: in quanto persone con disabilità, in quanto giovani e, nello specifico, in quanto giovani con disabilità. Di conseguenza, questi ultimi devono affrontare l’esclusione dalla pianificazione della preparazione alle emergenze; un accesso limitato ai sistemi di allerta precoce e di evacuazione; la perdita di ausili e dispositivi medici; un accesso ridotto a chi presta assistenza e ai servizi medici; una maggiore insicurezza alimentare e idrica; l’aggravamento della povertà; un carico psicologico più pesante rispetto alle generazioni precedenti».

«I giovani con disabilità – è dunque al centro del documento prodotto da EDF e YNA – hanno il diritto e il dovere di essere coinvolti al tavolo delle discussioni quando si parla di cambiamento climatico e prevenzione dei disastri. Le azioni per il clima che non tengono conto della disabilità sin dalla fase di progettazione, infatti, finiscono per risultare discriminanti (abiliste) e inaccessibili per una parte della popolazione. Se è vero che il modo più efficace ed equo per garantire l’accessibilità di tali soluzioni consiste nell’includere voci diverse durante tutte le fasi del confronto, i giovani con disabilità sono coloro che sanno meglio di chiunque altro cosa funzioni e cosa no per loro, potendo contare su un’esperienza diretta fin dalla nascita e offrendo un punto di vista insostituibile». (S.B.)

A questo link è disponibile integralmente (in inglese) il documento Youth with Disabilities at the Frontline of Climate Action, prodotto da EDF e YNA.
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