Il volontariato italiano alla radice delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale

Il volontariato italiano intende andare alla radice delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale: sarà questo, infatti, il tema che il MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) porterà al voto nella propria Assemblea Nazionale, in programma a Roma dal 6 all’8 novembre, il cui titolo (“Nessun* può essere felice da sol*”) costituisce già una presa di posizione. A conclusione dell’Assemblea, i 78 delegati di 36 reti socie approveranno le linee del prossimo triennio ed eleggeranno il nuovo Coordinamento Nazionale del Movimento

Assemblea Nazionale del MoVI, Roma, 6-8- novembre 2026Il volontariato italiano vuole andare alla radice delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale: sarà questo, infatti, il tema che il MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) porterà al voto nella propria Assemblea Nazionale, in programma a Roma dal 6 all’8 novembre, il cui titolo (Nessun* può essere felice da sol*) costituisce già una presa di posizione. Domenica 8, dunque, i 78 delegati di 36 reti socie, dalla Lombardia alla Sicilia, approveranno le linee del prossimo triennio ed eleggeranno il nuovo Coordinamento Nazionale.
«Nato dalla nostra Conferenza Generale – spiegano dal MoVI -, il programma dell’Assemblea intende rivendicare per il volontariato un ruolo “politico, nel senso alto del termine”: aiutare le persone e, insieme, agire sulle cause dei loro problemi. Il tutto a partire da due princìpi, ossia il diritto di ogni persona alla felicità e l’uguaglianza sancita dalla Costituzione. Da questi si faranno discendere 7 diritti e 21 impegni concreti».

L’Assemblea si aprirà il 6 novembre presso il Centro Servizi Volontariato del Lazio (Via Liberiana, 17), con un incontro pubblico insieme a Fabrizio Barca del Forum Disuguaglianze e Diversità. Sabato 7, poi, i delegati lavoreranno in gruppi alla Casa La Salle (Via Aurelia, 472), per tradurre il documento in azioni sui territori. Nella mattinata di domenica 8, infine, è prevista la sessione deliberativa con mozioni ed elezioni.
«Alcuni temi trattati e impegni presi – proseguono dal MoVI – toccheranno i nervi scoperti del dibattito pubblico. Chiediamo infatti che la cittadinanza italiana venga riconosciuta in tempi più brevi e certi a chi arriva nel nostro Paese, perché la consideriamo una leva di coesione e di sicurezza. Sulla pace scegliamo la difesa popolare nonviolenta e i corpi civili di pace europei, a partire dal sostegno alla popolazione ucraina e vogliamo anche che i giovani del Servizio Civile possano sperimentarla sul campo. Sulla libertà di espressione, inoltre, ci schieriamo con i gruppi, soprattutto giovanili, che manifestano in modo nonviolento per i diritti e contro il cambiamento climatico. E mettiamo in guardia contro le politiche repressive delle proteste».
«Altri impegni – aggiungono ancora dal MoVI – guardano alla vita quotidiana dei quartieri, con le Case della Comunità che devono diventare un presidio di salute partecipato per famiglie e bambini, i centri anziani che si trasformino in “Case sociali” aperte a tutto il quartiere, le scuole che restino aperte anche il pomeriggio per combattere la povertà educativa. E la sfida più nuova, quella dell’intelligenza artificiale, che riteniamo rischi di produrre nuove povertà, se non sarà accessibile a tutti».

«Viviamo un tempo in cui crescono le divisioni e si riducono le libertà in nome di una falsa sicurezza – dichiara Gianluca Cantisani, presidente nazionale del MoVI – e il volontariato può rispondere in un solo modo: lavorando sulle cause dell’esclusione oltre che sulle emergenze. Nessuno può essere felice da solo, ed è da qui che vogliamo ripartire. Da qui prenderà avvio la nostra Assemblea». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Silvia Bellucci ([email protected]).
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