Dedicata alla “Belle Époque”, e in particolare a Toulouse-Lautrec, verrà inaugurata il 7 novembre a Pordenone, e sarà poi visitabile fino al 20 dicembre, la ventesima mostra realizzata presso l’Officina dell’Arte, il centro lavorativo regionale per persone adulte con autismo della Fondazione Bambini e Autismo per il Futuro, che ha prodotto in questi anni già diciannove iniziative analoghe, denominate “Mosaicamente”
Verrà inaugurata il 7 novembre a Palazzo Mantica di Pordenone (Corso Vittorio Emanuele, ore 17.30), e sarà poi visitabile fino al 20 dicembre, la nuova mostra realizzata presso l’Officina dell’Arte, il centro lavorativo regionale per persone adulte con autismo della Fondazione Bambini e Autismo per il Futuro, che ha prodotto in questi anni già diciannove iniziative analoghe, denominate Mosaicamente, seguite regolarmente anche sulle nostre pagine.
Per celebrare dunque l’importante traguardo di vent’anni di mostre, «con Mosaicamente 20 – spiegano i promotori – si è scelto di omaggiare un periodo, la Belle Époque, a cavallo tra fine Ottocento e inizi del Novecento, che vide la sua fine con il drammatico avvento della Prima Guerra Mondiale. Tra gli animatori di quel periodo vi fu a Parigi Henri de Toulouse-Lautrec che assieme ad altri artisti riuscì a portare nell’arte molto della sua vita da bohémien ma anche momenti della contemporaneità del tempo, attraverso, ad esempio, i manifesti pubblicitari. Nella mostra si possono così trovare, oltre alle opere a mosaico tratte da quelle di Toulouse-Lautrec, anche mosaici ispirati a Mucha, Berthon, Chéret, Steinlen e Cappiello».
«Quelle esposte – ci tengono tuttavia a precisare dalla Fondazione pordenonese – non sono copie, ma rivisitazioni originali e profondamente innovative delle opere di quegli artisti attraverso un uso del mosaico che trova nell’enfatizzazione dei particolari e nell’uso di materiali, anche di scarto, la cifra stilistica e realizzativa di chi lavora all’Officina dell’Arte».
Subito dopo l’inaugurazione del 7 novembre, segnaliamo in conclusione, è previsto anche un contributo di Alessandro Del Puppo, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Udine, sul tema della mostra. (S.B.)
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