Domani, 7 novembre, e domenica 8 (ore 10.30, con replica alle 12), Rai Gulp trasmetterà “#SonoMoltoAltro”, cartone animato promosso dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), per dare voce ai bambini e agli adolescenti che convivono con la sclerosi multipla pediatrica. Un progetto voluto per promuovere consapevolezza, sostegno reciproco e un modo nuovo di guardare alla malattia, invitando a riconoscere che ogni ragazzo è molto più della propria diagnosi
Domani, 7 novembre, e domenica 8 (ore 10.30, con replica alle 12), Rai Gulp trasmetterà #SonoMoltoAltro, cartone animato promosso dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), per dare voce ai bambini e agli adolescenti che convivono con la sclerosi multipla pediatrica.
Protagonista ne è Sara, che aveva solo 10 anni quando la sclerosi multipla è entrata nella sua vita, senza bussare, senza chiedere permesso: si è seduta accanto a lei nei momenti più normali, quelli che fino al giorno prima erano fatti soltanto di giochi, risate e complicità con gli amici. Ogni partita di basket interrotta, ogni sguardo curioso o giudicante, ogni gesto che prima era spontaneo le ricordava che qualcosa dentro di lei era cambiato. «La cosa più faticosa è far sentire agli altri come mi sento – racconta – perché non c’è sempre una spiegazione semplice».
«Si tratta – spiegano dall’AISM – di un progetto che non parla semplicemente “di” malattia, ma che cerca di andare “oltre”: perché una diagnosi non è mai una definizione, ma solo un punto di partenza. E ora, dopo la messa in onda del primo episodio, è disponibile online il secondo capitolo sulla piattaforma dedicata promossa dalla nostra Associazione (a questo link). In questo secondo episodio, Sara è cresciuta, è un’adolescente che si prepara a una gita scolastica e racconta, con ironia e profondità, come la malattia influenzi non solo la sua vita, ma anche quella di chi le sta accanto: genitori, amici, fratelli e insegnanti. È una storia di consapevolezza, di piccoli e grandi cambiamenti, ma soprattutto di sguardi che imparano a vedere “oltre” la malattia».
Il secondo episodio di #SonoMoltoAltro prende spunto da diverse esperienze reali di vita con la sclerosi multipla pediatrica. Tra queste, quella di una famiglia di Milano con otto figli, di età compresa tra i 7 e i 23 anni, in cui Stefano ha ricevuto la diagnosi a 13 anni; quella di Ernesto, a cui la malattia è stata diagnosticata a 12 anni; e le testimonianze raccolte durante l’evento #SonoMoltoAltro2024, a Torino. «Queste esperienze – sottolineano ancora dall’AISM – hanno contribuito a costruire una narrazione autentica, capace di restituire emozioni, difficoltà e sfide quotidiane di bambini, adolescenti e famiglie. Nato quindi dall’ascolto diretto delle persone che vivono questa realtà, il progetto vuole promuovere consapevolezza, sostegno reciproco e un modo nuovo di guardare alla malattia, invitando a riconoscere che ogni ragazzo è molto più della propria diagnosi, attraverso un linguaggio visivo empatico e immediato. Grazie anche al contributo di Fondazione Mediolanum, il cartoon si fa così strumento di sensibilizzazione e occasione per costruire una rete di empatia, solidarietà e condivisione». (S.B.)
Il primo e il secondo episodio di #SonoMoltoAltro sono disponibili nel sito dell’AISM, sulla piattaforma dedicata sonomoltoaltro.aism.it e sul canale YouTube dell’AISM stessa, insieme a materiali informativi dedicati a famiglie e insegnanti. Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), [email protected].
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Il diritto di non sapersi difendere Autismo, disabilità e il paradosso di dover diventare la propria difesa proprio quando non si riesce più a farlo: ruota attorno a questo la storia raccontata da Federica, una storia…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…