Ci sono ancora due giorni, a Milano, per visitare la mostra itinerante IO dentro il mondo (Cine-teatro L’Arca, Corso XXII Marzo, 23/15), ideata e realizzata dalla Lega del Filo d’Oro e che tanto interesse e consensi ha già raccolto in varie regioni d’Italia, dal nord al sud del nostro Paese.
Raccontare la vita quotidiana di una persona sordocieca è l’obiettivo di questa iniziativa, fortemente voluta dall’associazione marchigiana che dal 1964 opera su tutto il territorio nazionale per l’assistenza, l’educazione, la riabilitazione, il recupero e il reinserimento sociale delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.
Con il patrocinio del Ministero della Solidarietà Sociale, della Regione Lombardia, della Provincia e del Comune di Milano, IO dentro il mondo accompagna i visitatori attraverso quattro ricostruzioni ambientali (casa, lavoro, scuola e tempo libero) che aiutano a “toccare con mano” alcuni aspetti concreti della realtà quotidiana di persone che non possono né vedere, né sentire e che spesso associano alle problematiche di vista e udito ulteriori disabilità.
Immagini, video e materiali informativi completano il percorso espositivo e aiutano il visitatore a guardare con occhi diversi al mondo della disabilità sensoriale.
(Ufficio Stampa Lega del Filo d’Oro)
Per ulteriori informazioni:
Lega del Filo d’Oro, Sede Territoriale di Milano
tel. 02 743405, sede.milano@legadelfilodoro.it.
Articoli Correlati
- Storie di persone che hanno trovato quel "filo prezioso" Anche le migliori campagne di informazione e sensibilizzazione possono acquisire ulteriore incisività e sostanza, “nutrendosi” con storie di persone, e ancor più quando si parla di situazioni ancora abbastanza ignote…
- Un’esplosione di colori per i diritti delle persone sordocieche Dopo un anno di grandi difficoltà e particolarmente buio per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, nonché per le loro famiglie, il 27 giugno una vera e propria esplosione di…
- Sordocecità, la rivoluzione inclusiva delle donne Julia Brace, Laura Bridgman, Helen Keller, Sabina Santilli. E poi Anne Sullivan. Le prime quattro erano donne sordocieche, la quinta era “soltanto” quasi completamente cieca, ma non si può parlare…