«Questa nostra Campagna nasce per stimolare la coscienza collettiva, sensibilizzare le Istituzioni e mobilitare la società civile affinché nessuno sia lasciato indietro, nella convinzione che l’inclusione delle persone con disabilità non sia una concessione, ma un diritto umano fondamentale»: così l’Associazione AIFO ha presentato la propria Campagna per l’Inclusione 2025 e il relativo Manifesto che raccoglie una serie di princìpi, insieme alle richieste rivolte a Istituzioni, Comunità e Cittadini

Nel presentare il nono Festival della Cooperazione Internazionale, organizzato nelle scorse settimane in Puglia dall’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), in collaborazione con la RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), avevamo già avuto modo di accennare alla Campagna per l’Inclusione 2025 dell’AIFO stessa, organizzazione che da oltre sessant’anni lavora in Italia e nel mondo per garantire accesso alle cure, riabilitazione e inclusione sociale alle persone con disabilità e fragilità, sempre con un approccio integrato e partecipativo.
«Questa nostra Campagna per l’Inclusione – viene sottolineato dall’Associazione promotrice – nasce per stimolare la coscienza collettiva, sensibilizzare le Istituzioni e mobilitare la società civile affinché nessuno sia lasciato indietro, nella convinzione che l’inclusione delle persone con disabilità non sia una concessione, ma un diritto umano fondamentale. La Campagna rappresenta dunque un’occasione per rendere visibile questo percorso e, soprattutto, per chiedere un cambiamento profondo: non si tratta infatti solo di offrire assistenza, ma di trasformare mentalità, sistemi e pratiche, in modo che l’esclusione non sia più tollerata».
Il cuore della Campagna è il Manifesto dell’Inclusione, che raccoglie una serie di princìpi, insieme alle richieste rivolte a Istituzioni, Comunità e Cittadini, concludendosi con parole decisamente significative, ossia «Unisciti a noi. Il futuro è uno, ed è inclusivo». Un documento, quindi, che rappresenta un appello a impegnarsi concretamente per politiche più giuste, accessibili e inclusive, affinché la giustizia sociale diventi un orizzonte condiviso.
Già dalla fine di settembre, dunque, vi sono stati, e continueranno ad esserci fino a dicembre, eventi, incontri e iniziative culturali dedicati al tema dell’inclusione, con riflessioni anche sulla guerra e sulle conseguenze di essa, «perché – dicono dall’AIFO – crediamo che una società veramente inclusiva non possa prescindere dal rifiuto di ogni forma di violenza, emarginazione e conflitto armato: per questo la nostra organizzazione si dichiara fermamente contraria alla guerra, che non solo genera nuove disabilità fisiche e psicologiche, ma produce anche processi di emarginazione per milioni di persone costrette a vivere ai margini».
Tutti e tutte possono fornire il proprio contributo alla Campagna, sia attraverso la firma del Manifesto, sia condividendone il messaggio o anche partecipando agli eventi. «Alle Istituzioni – concludono dall’AIFO – chiediamo che gli impegni si traducano in azioni concrete nei campi della salute, dell’accessibilità, dell’istruzione, del lavoro e della vita sociale». (S.B.)
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