«Quel video testimonia un atto gravissimo, in cui si colpisce una persona già in condizione di particolare vulnerabilità e che riporta con forza al centro una questione troppo spesso ignorata: nei contesti di guerra e occupazione, la popolazione civile, e in particolare le persone con disabilità sono esposte a rischi estremi, senza adeguate tutele»: così il presidente dell’AIPD Salbini commenta quel un video che riprende le forze israeliane mentre aggrediscono un ragazzo palestinese con sindrome di Down

«Da alcuni giorni – si legge in una nota diffusa dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) -, circola su diversi social e media internazionali, un video che riprende le forze israeliane mentre aggrediscono un ragazzo palestinese con sindrome di Down, Mahadi Al Arabi. Il fatto è accaduto nel campo profughi di Shuafat, a nord di Gerusalemme, durante una delle frequenti incursioni militari che – come testimoniano alcuni ospiti – mettono a rischio la sicurezza dei civili, tra cui donne e bambini».
Nel ribadire la più ferma condanna nei confronti di ogni atto di violenza, di ogni guerra e di ogni occupazione, il presidente della stessa AIPD Gianfranco Salbini commenta così il fatto: «Abbiamo visto con sgomento quel video, un atto gravissimo, che colpisce una persona già in condizione di particolare vulnerabilità e che riporta con forza al centro una questione troppo spesso ignorata: nei contesti di guerra e occupazione, che la nostra Associazione da sempre condanna, la popolazione civile, e in particolare le persone con disabilità sono esposte a rischi estremi, senza adeguate tutele. Serve una presa di responsabilità immediata, concreta e verificabile. E serve ribadirlo con chiarezza: la guerra, in ogni sua forma, produce violazioni inaccettabili dei diritti umani. Rinnoviamo pertanto il nostro accorato appello: tutti i governi e le istituzioni nazionali e internazionali si adoperino con determinazione per costruire percorsi di pace giusta e duratura in tutti i territori devastati dalle guerre».
Poco più di un anno, ricordiamo, avevamo segnalato anche sulle nostre pagine come l’AIPD fosse intervenuta per denunciare la morte di Muhammed Bhar, giovane palestinese con sindrome di Down, brutalmente ucciso a Gaza durante un’operazione militare. Anche allora l’Associazione aveva lanciato il proprio appello per la pace e chiesto attenzione e protezione per le persone con disabilità nei contesti di guerra.
«Nei contesti in cui vengono meno sicurezza e diritto – concludono dall’AIPD -, le persone con sindrome di Down e tutte le persone con disabilità rischiano di essere lasciate indietro, invisibili, senza protezione». In tal senso, l’Associazione si mette a disposizione delle reti e delle organizzazioni ancora presenti sul territorio, «per contribuire, per quanto possibile, alla tutela dei diritti e della sicurezza delle persone con disabilità». (S.B.)
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