Durante il 16° “Caregiver Day” della Regione Emilia Romagna, l’Associazione CARER ETS ha presentato il “Manifesto per l’Emergenza nella Cura”, ritenendo l’emergenza «un evento che attraversa la persona che cura e quella che è curata». Il documento si propone come impegno collettivo e come strumento operativo per istituzioni, servizi e comunità affinché, in caso di crisi improvvisa (sanitaria, assistenziale, emotiva od organizzativa) il/la caregiver non venga lasciato/a solo/a e la persona assistita non resti priva di protezione
Con l’incontro del 30 maggio dedicato al tema L’emergenza nella cura. Strumenti e strategie per affrontare momenti critici con maggiore sicurezza, si è conclusa la sedicesima edizione del Caregiver Day della Regione Emilia Romagna [se ne legga la presentazione anche sulle nostre pagine, N.d.R.] realizzata dalla Società Cooperativa Anziani e non solo, in collaborazione con CARER ETS-Associazione Caregiver Familiari, oltreché con il sostegno dell’Unione delle Terre d’Argine e il patrocinio della Regione Emilia Romagna e dell’AUSL di Modena.
L’appuntamento ha affrontato uno dei temi più delicati e meno riconosciuti dell’esperienza di cura: le emergenze, non solo quelle che riguardano la persona assistita, ma anche quelle che colpiscono direttamente chi si prende cura. Come ricordato infatti durante l’incontro, «l’emergenza è un evento che attraversa la persona che cura e quella che è curata». Cadute, malori improvvisi, incidenti domestici, ricoveri urgenti del caregiver stesso: sono situazioni che possono lasciare la famiglia senza protezione e senza un piano di sostituzione.
Proprio da tale consapevolezza è nato il Manifesto per l’Emergenza nella Cura, presentato da CARER ETS come impegno collettivo e come strumento operativo per istituzioni, servizi e comunità.
Il testo, articolato in sette punti, è liberamente disponibile al seguente link.
Ma quali sono i momenti più delicati per i/le caregiver? L’estate viene ritenuta come il periodo più fragile per chi assiste. E la stessa chiusura del Caregiver Day coincide con l’avvio dell’estate, un momento dell’anno in cui la solitudine del/la caregiver si acuisce:
° i servizi riducono orari e disponibilità,
° le reti informali si assottigliano,
° aumentano i rischi legati al caldo, alla stanchezza e alla gestione quotidiana in condizioni più difficili.
È quindi proprio nei mesi estivi che emergono con maggiore evidenza le fragilità strutturali della cura familiare.
Per questo CARER, ferma restando l’esigenza di mantenere alta l’attenzione affinché il Disegno di Legge del Governo per il riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari venga profondamente modificato nell’impianto e arricchito da un confronto parlamentare di merito, lancia un messaggio chiaro: l’emergenza non va in vacanza. In tal senso, il Manifesto propone una visione integrata dell’emergenza e indica alcune priorità:
° Piani di emergenza familiari per caregiver e assistiti.
° Procedure chiare e accessibili per attivare rapidamente i servizi territoriali.
° Sistemi di sostituzione temporanea in caso di malore, caduta o ricovero del caregiver.
° Formazione pratica su prevenzione, sicurezza domestica e gestione delle crisi.
° Rafforzamento delle reti comunitarie, soprattutto nei periodi di ridotta operatività dei servizi.
° Comunicazione unificata e numeri di riferimento per non lasciare il caregiver solo nei momenti critici.
Il Manifesto vuole pertanto rappresentare un passo avanti verso una cultura della cura che riconosca come la sicurezza del caregiver sia parte integrante della sicurezza della persona assistita. Come detto, il documento verrà diffuso e proposto come base di confronto per amministrazioni, servizi e associazioni.
Appare utile, in conclusione, qualche dato di dettaglio sui/sulle caregiver familiari:
– In Italia sono quasi 8 milioni.
– Il 70% sono donne, spesso tra i 45 e i 65 anni.
– Il 60% dedica più di 20 ore a settimana all’assistenza.§
– Il 38% presta cura quotidiana h24, senza sostituzioni.
– Il 30% riduce l’orario di lavoro o rinuncia al lavoro stesso.
– Il 17% lascia l’impiego per assistere un familiare.
– Il costo medio annuo dell’assistenza familiare supera i 10.000-12.000 euro.
– Il 70% riferisce stress elevato.
– Il 55% segnala disturbi del sonno.
– Il 45% vive condizioni di isolamento sociale.
– Il 30% presenta sintomi compatibili con burnout.
Ma perché i/le caregiver sono una risorsa strategica fondamentale? Perché garantiscono oltre il 70% dell’assistenza continuativa in Italia, costituendo di fatto un valore economico stimato pari al 2,7% del PIL. Sono infine il primo presidio di prevenzione, continuità assistenziale e sicurezza domestica. (Simona Lancioni)
Il presente contirbuto è già apparso in Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli e viene qui ripreso, con diverso titolo e alcuni riadattamenti dovuti al differente contenitore, per gentile concessione.
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