Non una semplice trascrizione delle opere di Hopper dalla pittura al mosaico

Dopo varie tappe nei capoluoghi del Friuli Venezia Giulia, sarà da domani, 6 giugno, fino al 28 giugno, a San Vito al Tagliamento (Pordenone), la mostra dedicata a Edward Hopper, realizzata presso l’Officina dell’Arte, il centro lavorativo per persone adulte con autismo della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone, non un semplice esercizio di trascrizione dalla pittura al mosaico, ma piuttosto la creazione di nuove opere a partire dalle suggestioni di quelle dell’artista americano

Mostra Officina dell'Arte di Pordenone a San Vito al Tagliamento, giugno 2026Dopo varie tappe nei capoluoghi del Friuli Venezia Giulia, la prima delle quali a Pordenone alla fine del 2024, come avevamo riferito anche sulle nostre pagine, arriva a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone (Sale del Cavedio del Comune, Piazza del Popolo, 13, da domani, 6 giugno, al 28 giugno negli orari di apertura del Comune stesso), la mostra dedicata a Edward Hopper, artista statunitense che con le sue opere ha immortalato l’America del Novecento, realizzata presso l’Officina dell’Arte, il centro lavorativo regionale per persone adulte con autismo della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone, che ha prodotto in questi anni numerose iniziative analoghe, denominate Mosaicamente e seguite regolarmente anche dal nostro giornale.
«Metodico, puntiglioso e grande osservatore della realtà – sottolineano dalla Fondazione promotrice -, Hopper ha riproposto su tela paesaggi urbani, interni di case, luoghi quotidiani: bar, sale cinematografiche, pompe di benzina quasi sempre fermati senza presenze umane e quando invece sono presenti intese come “corredo” di sottofondo. Definito il più importante realista americano, la sua opera ha condizionato l’arte di vari suoi colleghi e altre espressioni artistiche, come ad esempio il cinema che ha riprodotto in molti film inquadrature sicuramente “figlie” dei suoi dipinti. L’omaggio che viene fatto dalla nostra Officina dell’Arte non è un esercizio di trascrizione dalla pittura al mosaico, ma piuttosto la creazione di nuove opere che partendo dalle suggestioni di quelle dell’artista americano, si presentano fortemente originali per l’attenzione ai dettagli e per i materiali usati che fondono assieme le tessere vitree multicolori con materiali di scarto riportati a nuova vita attraverso la sensibilità degli speciali mosaicisti». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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