Promuovere un modello innovativo di chirurgia ambulatoriale inclusiva dedicata ai cosiddetti “pazienti non collaboranti”, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata: è il progetto associativo di Chirurgia Senza Barriere, ispirato alla rete del Modello DAMA (“Disabled Advanced Medical Assistance”, ovvero “Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”), e verrà presentato domani, 9 giugno, nel corso di una conferenza stampa a Roma
«In Italia quasi 3 milioni di persone con limitazioni gravi nelle attività abituali incontrano ancora oggi ostacoli sistemici nell’accesso alle cure ordinarie. Persone con disturbo dello spettro autistico, disabilità intellettiva grave, sindrome di Down e altre condizioni neurologiche complesse rischiano di restare escluse da un’assistenza adeguata, nonostante il diritto alla salute sia sancito dalla legge»: lo dicono dall’Associazione Chirurgia Senza Barriere che promuove un modello innovativo di chirurgia ambulatoriale inclusiva dedicata appunto ai cosiddetti “pazienti non collaboranti”, sviluppato in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata.
Questo progetto associativo, che si ispira segnatamente alla rete del Modello DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance, ovvero “Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”), avviato sin dal 2000 presso l’Ospedale San Paolo di Milano, verrà presentato nel pomeriggio di domani, 9 giugno, a Roma (presso La Vaccheria, Via Giovanni L’Eltore, 35, ore 17.30), nel corso di una conferenza stampa, durante la quale si darà spazio all’obiettivo principale dell’iniziativa, ossia arrivare alla validazione di un protocollo clinico da cedere gratuitamente al Servizio Sanitario Nazionale, trasformando un’iniziativa di sussidiarietà in uno standard pubblico. (S.B.)
Ringraziamo Carmela Cioffi per la collaborazione.
A questo link è disponibile il programma completo della conferenza stampa di domani, 9 giugno, a Roma. Per ogni ulteriore informazione: [email protected].
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