«Governi, donatori e istituzioni in genere devono garantire che le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative dispongano dello spazio, delle risorse e dell’influenza necessari per partecipare pienamente»: lo si è detto a New York, nel corso di un evento collaterale alla 19^ Conferenza degli Stati Parti per la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, a 20 anni dall’adozione di quest’ultima, incontro organizzato dall’Unione Europea e dal Forum Europeo sulla Disabilità

Un incontro che a vent’anni dall’adozione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, è servito a chiarire con evidenza come il ruolo delle organizzazioni di persone con disabilità e della società civile rimanga fondamentale per promuovere un reale cambiamento: questo è stato l’evento collaterale promosso ieri, 9 giugno, a New York dall’Unione Europea e dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, nell’àmbito della diciannovesima Conferenza degli Stati Parti sulla Convenzione ONU (COSP19) di cui abbiamo già scritto in alcune altre parti del giornale.
Tema centrale dell’evento, quindi, è stato appunto il ruolo ritenuto fondamentale delle organizzazioni di persone con disabilità e in generale della società civile, nel cooperare alla realizzazione di leggi, politiche e priorità di finanziamento inclusive in favore delle persone con disabilità, a partire, quale base fondamentale, dal terzo comma dell’articolo 4 (Obblighi generali) della Convenzione stessa, che recita, lo ricordiamo: «Nell’elaborazione e nell’attuazione della legislazione e delle politiche da adottare per attuare la presente Convenzione, così come negli altri processi decisionali relativi a questioni concernenti le persone con disabilità, gli Stati Parti operano in stretta consultazione e coinvolgono attivamente le persone con disabilità, compresi i minori con disabilità, attraverso le loro organizzazioni rappresentative».
«Questo evento – commentano dal Forum Europeo sulla Disabilità – è servito ad esplorare sia i progressi compiuti negli ultimi due decenni, sia l’urgente necessità di tutelare lo spazio civico, rafforzare la partecipazione e investire nella costruzione di movimenti a lungo termine. In tal senso, governi, donatori e istituzioni in genere devono garantire che le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative dispongano dello spazio, delle risorse e dell’influenza necessari per partecipare pienamente. Un’inclusione significativa e reale, infatti, richiede volontà politica costante, sostegno strutturale e un impegno a lungo termine per i diritti delle persone con disabilità».
«Tanto più – aggiungono dal Forum – in un contesto globale complicato come quello attuale, per i diritti delle persone con disabilità, caratterizzato da riduzioni dello spazio civico, tagli ai finanziamenti, azioni di contrasto ai diritti umani e naturalmente l’impatto di crisi sovrapposte come conflitti, cambiamenti climatici, difficoltà economiche e trasformazione digitale». (Stefano Borgato)
A questo link, nel portale dell’EDF, è disponibile un ulteriore testo di approfondimento (in inglese) a firma di Catherine Naughton, responsabile dell’EDF per i Diritti Umani.
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