Teatro che mette al centro le persone autistiche e il loro diritto a partecipare alla vita culturale e sociale della comunità

Lo spettacolo teatrale “Amica Ombra”, andato in scena a Cagliari, è stato il passaggio conclusivo del progetto “SDIT” (acronimo inglese che sta per “Autodeterminazione e inclusione attraverso il teatro”), a cura dell’Associazione Diversamente, in collaborazione con la compagnia Il Crogiuolo. «L’esito finale – sottolineano da Diversamente – di un percorso che mette al centro le persone autistiche, le loro capacità, i loro desideri e il loro diritto a partecipare pienamente alla vita culturale e sociale della comunità»

"Amica Ombra", Cagliari, 8 giugno 2026Nel pomeriggio dell’8 giugno scorso, presso Casa Saddi a Cagliari, è andato in scena Amica Ombra, inserito all’interno della rassegna di teatro per famiglie E-stiamo al Parco, spettacolo conclusivo del progetto SDIT (Self Determination and Inclusion by Theatre, “Autodeterminazione e inclusione attraverso il teatro”), promosso dall’Associazione sarda Diversamente, in collaborazione con la compagnia dell’Associazione Il Crogiuolo.
«Lo spettacolo – spiegano da Diversamente – rappresenta l’esito finale di un percorso che mette al centro le persone autistiche, le loro capacità, i loro desideri e il loro diritto a partecipare pienamente alla vita culturale e sociale della comunità. SDIT è nato come progetto europeo dalla collaborazione tra organizzazioni di diversi Paesi e che vede la nostra Associazione tra i partner internazionali. L’iniziativa si fonda sulla convinzione che il teatro possa rappresentare uno straordinario strumento di autodeterminazione, crescita personale, partecipazione e inclusione sociale».

Nel corso degli anni, dunque, il laboratorio ha coinvolto persone autistiche nei diversi ruoli del fare teatrale, non soltanto come attori, ma anche come autori, collaboratori, tecnici e protagonisti attivi di un processo creativo condiviso. Il tutto con l’obiettivo di non realizzare semplicemente uno spettacolo, ma anche per creare opportunità concrete di espressione, relazione, apprendimento e cittadinanza.
Grazie inoltre a una consolidata collaborazione con la compagnia del Crogiuolo e all’accoglienza di Casa Saddi, SDIT è diventato negli anni uno spazio stabile nel quale le persone nello spettro autistico possono sperimentarsi, sviluppare competenze, costruire relazioni significative e trovare un luogo nel quale sentirsi riconosciute e valorizzate.

Per quanto riguarda lo specifico dello spettacolo Amica Ombra, esso affronta con delicatezza temi profondi e universali come il ricordo, l’assenza, il cambiamento e la permanenza dei legami affettivi. E attraverso il linguaggio teatrale, le persone che vi hanno partecipato hanno potuto dare voce a emozioni, pensieri ed esperienze appartenenti a tutti, trasformandoli in una narrazione collettiva capace di coinvolgere e far riflettere il pubblico.
«Da diversi anni – sottolinea Pierangelo Cappai, presidente di Diversamente – il teatro rappresenta per le persone che fanno riferimento alla nostra Associazione un’importante opportunità di crescita personale e sociale. Il progetto SDIT ci ha insegnato infatti che l’inclusione non consiste nel creare spazi separati, ma nel costruire contesti nei quali ogni persona possa partecipare, esprimersi e contribuire con le proprie caratteristiche. Il teatro diventa così un luogo di incontro autentico, nel quale le differenze non vengono nascoste ma riconosciute come una ricchezza per tutta la comunità».

Come accennato da Cappai, l’esperienza di SDIT si inserisce all’interno di un più ampio lavoro che Diversamente conduce ormai da anni sul Progetto di Vita delle persone autistiche. Attraverso attività culturali, formative, sportive, educative e di partecipazione sociale, l’Associazione promuove infatti percorsi orientati all’autonomia, all’autodeterminazione e alla piena cittadinanza, «nella convinzione – come viene detto – che ogni persona debba avere la possibilità di costruire il proprio futuro e trovare il proprio posto nella comunità».
Per quanto riguarda il percorso 2025-2026, esso è stato condotto da Marta Gessa e Antonella Perrone, con la supervisione di Rita Atzeri e anche con il fondamentale contributo dei volontari del Servizio Civile Universale Karola Cappai e Lorenzo Garau, insieme agli operatori, ad altri volontari e alle famiglie che hanno accompagnato i ragazzi lungo tutto il percorso. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: [email protected].
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