Scultore geniale che lavora tanti tipi di materiali, dal granito al legno, dal marmo alla pietra, merita certamente di essere conosciuto dai più Antonino Ruggeri, 80 anni, persona con disabilità visiva progressivamente peggiorata, uomo straordinario, con un amore unico per la sua Sardegna, vero “vulcano in eruzione”

Antonino Ruggeri, anni 80, scultore, persona con disabilità visiva progressivamente peggiorata, un uomo straordinario sul quale mi soffermerò oggi in questo spazio dedicato all’arte. Di lui mi hanno parlato due persone diverse nel corso del tempo, ma per un motivo o per l’altro, ci siamo sentiti solo di recente.
La prima a parlarmi di questo artista sardo fu l’autrice dell’illuminante progetto online Occhio alla Voce, ossia Silvia Ferrari, pedagogista digitale, laureata in Scienze dell’Educazione, speaker specializzata in audiodescrizioni per non vedenti. In passato lei stessa lo aveva contattato e intervistato personalmente, essendo residente in Sardegna.
La seconda a parlarmi di questo grande uomo è stata una recente conoscenza, legata alla mia rubrica Interviste Inclusive, vale a dire la scultrice non vedente Antonella Bretschneider.
Dato che il tempo non è tantissimo e poi capirete il perché, io e l’artista di Assemini (Cagliari) abbiamo deciso di parlare al telefono, stabilendo le cosiddette “regole di ingaggio”. Antonino Ruggeri, infatti, è un uomo super impegnato, mai fermo e quando esegue un lavoro, sta già pensando ai prossimi. L’artista è geniale, lavora tanti tipi di materiali, dal granito al legno, dal marmo alla pietra, andando sul posto, come si fa in questi casi, per vedere come organizzarsi.

È una persona molto spontanea, assai ricca di aneddoti e parlando con lui, ho avuto la sensazione di uno che da sempre avesse questa idea nel cassetto, anche quando aveva qualche grado di vista in più e svolgeva altri lavori.
La passione però, quella vera, prevale sempre. Infatti, in un bel giorno alla fine degli Anni Ottanta (quelli “magnifici” per tanti, compreso il sottoscritto), decise di “personalizzare un mattone”, rendendolo scultura. Stiamo parlando di un qualcosa di 60 centimetri e oggi lui esegue opere che sono alte più di 2 metri e distribuite, sovente donate, a conventi, ospedali e persone che lui ritiene speciali.
Stiamo parlando di un uomo generoso, che non disdegna entrare in profondità, quando si racconta, di una persona che affronta gli episodi della vita di petto e che non ha mai smesso di produrre, anche quando più recentemente, nel 2021, la sua vista e ulteriormente calata.
Come riferisce egli stesso, «magari qualcuno mi dà anche del pazzo, del folle, perché non mi conosce», chiosa sorridendo. «In verità sono un uomo dalle mille idee, che non sono solamente parole, ma diventano realtà concrete, visibili, tangibili e visitabili».
C’è un particolare che contraddistingue molte delle sue opere, ovvero descrizioni e poesie in sardo. «Questa scelta – racconta – è legata ad un amore unico per la nostra Sardegna, ma anche al fatto che, per motivi personali, fino ad una certa età non ho potuto parlare il sardo». Ma nessuno si preoccupi, Antonino ha abbondantemente recuperato, poiché nelle sue oltre mille opere, dal momento in cui ha iniziato, non ha più smesso di esprimersi in sardo. Ogni opera, infatti, è accompagnata da una poesia nella nostra lingua, scelta che rende fieri tutti quelli che la conoscono in giro per il mondo. Noi, del resto, siamo sparsi un po’ ovunque e, sapere che c’è qualcuno che in ogni sua scultura ci rende omaggio, è un onore, un grande piacere, ma sicuramente per lui un’ulteriore nota di merito.
Grazie Antonino per la persona che sei, un uomo di ieri, semplice, garbato, gentile, un vero vulcano in eruzione. Continua il tuo percorso con questo entusiasmo contagioso, noi saremo sempre con te!
Marco Farina
È scrittore di poesie, racconti, saggi e narrativa, divulgatore su YouTube di messaggi inclusivi, grazie alla rubrica Interviste Inclusive di cui è autore e ideatore e nella quale ha pubblicato fino 140 interviste, fra le più disparate, all’interno delle quali ho raccontato le vicende di amici ciechi e ipovedenti, persone con disabilità motorie, operatori del settore educativo e altri/altre che hanno avuto a che fare in un modo dell’altro con situazioni difficili nell’arco della loro vita.
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