Occhi aperti sulla Sjögren: conoscere per riconoscere

In occasione della dodicesima Giornata Mondiale sulla Sindrome di Sjögren di domani, 23 luglio, l’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren) proporrà a Napoli, in collaborazione e con il patrocinio dell’Ordine dei Medici del capoluogo campano e presso la sede di quest’ultimo, il convegno denominato “Occhi aperti sulla Sjögren: conoscere per riconoscere”
Logo Giornata Mondiale Sjögren, 23 luglio
Il logo internazionale della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Sjögren di domani, 23 luglio

In occasione della dodicesima Giornata Mondiale sulla Sindrome di Sjögren di domani, 23 luglio, l’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren) proporrà a Napoli, in collaborazione e con il patrocinio dell’Ordine dei Medici del capoluogo campano e presso la sede di quest’ultimo (ore 8.30-15.20), il convegno denominato Occhi aperti sulla Sjögren: conoscere per riconoscere, incontro voluto per celebrare l’evento e approfondire le prospettive sulla malattia, una circostanza idonea ad affrontare la necessità di ambulatori dedicati multidisciplinari con la presa in carico e l’inserimento della stessa sindrome di Sjögren primaria sistemica come malattia rara nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
Vi interverranno le Autorità locali, regionali, alcuni esperti della patologia e ricercatori e per l’occasione verrà anche proiettato il cortometraggio L’amante Sjögren, interpretato dagli attori Daniela Poggi e Gabriele Rossi, e realizzato da Maurizio Rigatti, per conto dell’ANIMASS.

«Le malattie rare in tutto il mondo rappresentano una condizione difficilissima per chi le vive – sottolinea Lucia Marotta, presidente dell’ANIMASS -, una lotta, a volte, contro un fantasma senza nome e pertanto non riconosciuto dalle autorità della politica sanitaria. Questo determina una sottrazione di risorse per queste patologie, che peggiora la possibilità e la speranza di un futuro migliore per le persone che ne sono colpite. Ed è proprio questa la storia della sindrome di Sjögren primaria sistemica, non ancora inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e nel Registro Nazionale delle Malattie Rare, condizione che aumenta appunto il disagio e la sofferenza delle persone malate per le quali non ci sono farmaci curativi, ma solo palliativi e l’uso di sostituti, farmaci di fascia C, terapie riabilitative fisiche e cure odontoiatriche a carico di chi soffre. Ancora oggi, inoltre vengono effettuate diagnosi errate di sindrome di Sjögren, o accorpamenti impropri ad altre patologie».

Patologia che colpisce in grande maggioranza le donne (in proporzione di 9 a 1), la sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune, sistemica, degenerativa e inguaribile che può attaccare tutte le mucose dell’organismo: occhi, bocca, naso, reni, pancreas, fegato, cuore, apparato cardiocircolatorio, apparato osteo-articolare e polmonare, degenerando spesso in linfoma non-Hodgkin, con conseguenze fatali per il 5-8% delle circa 12.000/16.000 persone malate. Tra le malattie autoimmuni è quella con il più alto rischio di linfoproliferazioni (44 volte superiore alla popolazione generale), oltre a provocare gravi effetti non soltanto sotto l’aspetto clinico e psicologico, ma anche nei confronti della vita sociale e affettiva.
A causa della complessità clinica, una diagnosi precoce e una prevenzione mirata sono sempre molto difficili, ma assolutamente necessarie e per superare questo pesante ostacolo identificativo è opportuno lavorare in rete per la presa in carico a trecentosessanta gradi delle persone malate. Ed è importante anche la conoscenza tra i giovani, per creare attenzione e accoglienza nei confronti dei coetanei/coetanee colpiti da una malattia rara invisibile come questa, che coinvolge anche la fascia pediatrica. (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del convegno di domani, 23 luglio, a Napoli. Per ogni altra informazione: [email protected].
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