Revisione del Codice della Strada: meno burocrazia e parità di diritti per le persone con disabilità

L’uso improprio dei contrassegni CUDE e degli stalli riservati, la semplificazione delle pratiche burocratiche e i costi eccessivi riguardanti le patenti di guida speciali, l’istituzione dei Centri per la Mobilità e la ricostituzione del Comitato Tecnico Interministeriale sulla mobilità delle persone con disabilità: sono state alcune delle istanze presentate dalla Federazione FISH, nel corso di una consultazione pubblica presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, riguardante il percorso di revisione del Codice della Strada
Contrassegno CUDE sul parabrezza di un'auto
La Federazione FISH ha ribadito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la necessità di contrastare con maggiore efficacia l’uso improprio dei contrassegni CUDE e degli stalli riservati

Convocata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’àmbito della consultazione pubblica riguardante il percorso di revisione del Codice della Strada, la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) ha evidenziato alcune priorità che richiedono un intervento normativo e amministrativo urgente.
Come si legge infatti in una nota diffusa dalla Federazione, quest’ultima «ha ribadito la necessità di contrastare con maggiore efficacia l’uso improprio dei contrassegni CUDE e degli stalli riservati, che limita il diritto alla mobilità e all’autonomia delle persone con disabilità». Ha evidenziato inoltre «l’importanza di digitalizzare la documentazione, dal CUDE alle pratiche per la patente di guida, per rendere il rapporto tra Cittadini, Cittadine e Pubblica Amministrazione più semplice, rapido e accessibile».

L’intervento della FISH si è concentrato quindi anche sul tema delle patenti di guida, ponendo l’accento «sulla necessità di semplificare le pratiche burocratiche per il conseguimento, il rinnovo e l’aggiornamento delle patenti speciali, in modo tale da garantire procedure trasparenti e uniformi su tutto il territorio nazionale». E sul medesimo tema è stato sottolineato anche un punto ritenuto centrale, quello cioè concernente la sostenibilità economica: «I costi attuali – è stato detto in tal senso – risultano spesso un peso ingiustificato che genera un’evidente disparità di trattamento».
Infine, è stata data particolare rilevanza alle persone con epilessia o condizioni assimilabili, chiedendo «maggiore chiarezza sia sulle certificazioni di idoneità da inviare alla Motorizzazione, sia sulla normativa relativa all’uso di farmaci anticrisi, affinché le terapie prescritte non comportino limitazioni ingiustificate alla guida rispetto all’effettiva capacità della persona».

E ancora, sempre durante la consultazione pubblica, la Federazione ha proposto anche l’istituzione dei Centri per la Mobilità, «quali strutture per garantire valutazioni multidisciplinari, orientamento, consulenza tecnica e supporto nell’individuazione degli adattamenti dei veicoli, assicurando uniformità di trattamento e qualità dei servizi su tutto il territorio nazionale». Ha sollecitato infine la ricostituzione del Comitato Tecnico Interministeriale dedicato alla mobilità delle persone con disabilità, «quale sede permanente di confronto tra istituzioni, amministrazioni competenti e organizzazioni rappresentative, indispensabile per accompagnare l’attuazione delle riforme e affrontare in maniera strutturale le criticità del settore».

«Continueremo dunque a seguire il percorso di revisione del Codice della Strada – conclude la nota della FISH -, mettendo a disposizione delle Istituzioni competenze, esperienza e il contributo delle organizzazioni aderenti alla nostra Federazione, con l’obiettivo di costruire un sistema della mobilità sempre più accessibile, inclusivo e rispettoso dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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