Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi: 1.024 segnalazioni nel 2025 e la scuola resta uno dei terreni più critici

Dal 2015 offre consulenza gratuita a persone con disabilità, familiari e organizzazioni che si trovano ad affrontare una situazione di discriminazione: è il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della Federazione lombarda LEDHA, che nel 2025 ha ricevuto 1.024 segnalazioni, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. E la scuola è risultata essere sempre uno dei terreni più critici

Logo del Centro Antidiscriminazione Franco BomprezziDal 2015 offre consulenza gratuita a persone con disabilità, familiari e organizzazioni che si trovano ad affrontare una situazione di discriminazione: è il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che ha pubblicato in questi giorni la propria relazione annuale (disponibile a questo link), informando di avere ricevuto, nel 2025, esattamente 1.024 segnalazioni, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente.
«Nel 72% dei casi – spiegano dal Centro – la richiesta si è risolta con attività di informazione e consulenza. Negli altri casi, invece, siamo intervenuti con assistenza legale vera e propria, tramite diffide formali, incontri con i soggetti o gli enti indicati come responsabili e, quando la via stragiudiziale non è stata sufficiente, accompagnando le famiglie nell’avvio di un’azione in tribunale».

È risultata essere sempre la scuola uno dei terreni più critici, tra mancate convocazioni del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione), PEI inadeguati (Piani Educativi Individualizzati), ore di sostegno e di assistenza all’autonomia insufficienti o ridotte in modo arbitrario, riduzione dell’orario scolastico per il solo alunno con disabilità, richieste da parte di scuole paritarie di addebitare alle famiglie il costo dell’insegnante di sostegno.
Accanto a tutto ciò, i temi maggiormente ricorrenti sono stati la compartecipazione alla spesa per i servizi e la presa in carico da parte dei Comuni, le barriere architettoniche negli spazi pubblici e nelle attività private aperte al pubblico, i permessi e gli accomodamenti ragionevoli sul lavoro, l’amministrazione di sostegno, i ricorsi contro i verbali di invalidità civile.
La maggior parte delle segnalazioni arriva dai familiari e dopo una prima verifica, i legali del Centro coinvolgono direttamente la persona con disabilità, perché possa esprimere la propria volontà e scegliere quali azioni intraprendere.

«Tra i risultati ottenuti nel 2025 – viene sottolineato dal servizio della LEDHA -, da ricordare che nel mese di dicembre il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di una donna di origine straniera da noi assistita, stabilendo che applicare in modo rigido i requisiti reddituali a chi non può lavorare per ragioni di salute significa escludere in partenza le persone con disabilità dall’accesso alla cittadinanza [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]».
Il lavoro del Centro, per altro, non si esaurisce nella gestione dei casi: nel corso del 2025, infatti, i legali dello stesso hanno tenuto docenze sulla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, sull’inclusione scolastica, sul Decreto Legislativo 62/24 e sulla violenza nei confronti delle donne con disabilità, in collaborazione tra gli altri con l’Ordine degli avvocati di Milano, l’Università degli Studi di Milano e l’Università Milano-Bicocca. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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