Il ruolo del suono nell’esperienza di accoglienza e accessibilità

Si chiama “Hospitality Award – Note di Inclusività e Accoglienza” il concorso promosso da “Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza”, manifestazione internazionale organizzata da Riva del Garda Fierecongressi, in collaborazione con WMF (We Make Future). A vincerlo sono stati il locale “Mòchela” di Rovereto (Trento) e la struttura “OOOM Homely Suites” di Lecce, per avere interpretato in modo diverso, ma ugualmente efficace, il ruolo del suono nell’esperienza di accoglienza e accessibilità
Bologna, giugno 2026: premiazione del concorso "Hospitality Award – Note di Inclusività e Accoglienza"
Foto di gruppo, a Bologna, per la premiazione del concorso “Hospitality Award – Note di Inclusività e Accoglienza”

Hospitality Award – Note di Inclusività e Accoglienza è un concorso promosso da Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, la nota manifestazione internazionale leader in Italia per hôtellerie e ristorazione organizzata da Riva del Garda Fierecongressi, in collaborazione con WMF (We Make Future), la principale fiera italiana dedicata all’innovazione digitale. A vincerlo e ad essere premiati recentemente a Bologna sono stati Mòchela di Rovereto (Trento) e OOOM Homely Suites di Lecce, per avere interpretato «in modo diverso ma ugualmente efficace il ruolo del suono nell’esperienza di accoglienza: il primo come strumento di relazione e inclusione sociale, il secondo attraverso tecnologia, accessibilità e progettazione dell’esperienza».

Per quanto riguarda Mòchela, dunque, il locale roveretano ha ottenuto il riconoscimento per avere integrato la musica nella propria quotidianità, trasformandola in uno strumento di relazione, benessere e partecipazione. Tra gli elementi distintivi, in particolare, l’investimento nel comfort acustico, con l’installazione di pannelli fonoassorbenti certificati, e la collaborazione con Rock Spectrum Experience, iniziativa che promuove l’accessibilità delle persone neurodivergenti attraverso il linguaggio musicale. «Un modello – come è stato giudicato – capace di coniugare inclusione strutturale, replicabilità e accoglienza professionale».

Struttura ricettiva situata invece nel centro storico di Lecce, OOOM Homely Suites ha potuto contare sui suoi progettisti anche su un imprenditore con disabilità visiva. Nello specifico, il metodo OOOM – Hospitality Mantra utilizza sensori di movimento che attivano tracce sonore pensate per accompagnare gli ospiti negli ambienti comuni, arricchiti da oggetti iconici di design. In tale percorso, quindi, l’assenza della vista viene compensata da un’esperienza sensoriale immersiva curata nei minimi dettagli, capace di trasformare il passaggio attraverso gli spazi in un momento di scoperta e relazione. Attenzione viene posta anche al comfort luminoso, con la musica e la luce che diventano due strumenti complementari di inclusione.

«Il suono – commenta Giovanna Voltolini, group exhibition manager di Riva del Garda Fierecongressi – influisce sul comfort, sulla qualità delle relazioni e sul modo in cui le persone vivono e percepiscono un luogo. Mochela e OOOM Homely Suites dimostrano come musica e ambiente sonoro possano diventare elementi distintivi dell’accoglienza capaci di generare benessere e inclusione. Un approccio che riflette i valori di DI OGNUNO, l’iniziativa di Riva del Garda Fierecongressi per Hospitality dedicata all’accessibilità e sviluppata con Lombardini22 e con la rete per l’ospitalità accessibile Village for all (V4A®), una visione che condividiamo e che guida anche questo progetto attraverso il quale promuoviamo una riflessione sempre più ampia sui temi dell’inclusione e dell’Universal Design». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: Anna Cozzarini ([email protected]).
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