«Nei luoghi dove le persone vedono in qualche modo limitata la propria libertà serve un accesso generalizzato da parte di tutti i portatori di interesse, ed è necessario che le procedure di accreditamento siano verificate da enti terzi realmente indipendenti»: lo dicono dalla Federazione FISH e dalla FISH Campania, commentando quanto sta emergendo sulle presunte violenze, privazioni e sfruttamento ai danni di persone anziane e minori con disabilità ricoverati in alcune strutture socio-sanitarie distribuite nel territorio del Casertano

«Non basta l’accreditamento così come viene fatto oggi, e non bastano i controlli così come vengono condotti oggi. C’è bisogno di dare finalmente attuazione alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità: nei luoghi dove le persone vedono in qualche modo limitata la propria libertà serve un accesso generalizzato da parte di tutti i portatori di interesse, ed è necessario che le procedure di accreditamento siano verificate da enti terzi realmente indipendenti. Solo così potremo debellare un problema che riguarda ogni ambiente in cui una persona è affidata alla cura di altri»: a dirlo è Gennaro Pezzurro, presidente della FISH Campania (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità, commentando quanto sta emergendo dalle indagini condotte dalla Procura di Napoli Nord e dai Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe (Caserta), sulle presunte violenze, privazioni e sfruttamento ai danni di persone anziane e minori con disabilità ricoverati in alcune strutture socio-sanitarie distribuite nei Comuni di Villa Literno, San Cipriano d’Aversa, Trentola Ducenta e Casapesenna, in provincia di Caserta, fatti sui quali la stessa FISH Campania, insieme alla FISH Nazionale, esprime, in una nota congiunta, «profondo rammarico e ferma condanna per ciò che viene ritenuta come «un’offesa gravissima alla dignità umana».
Rimaniamo sgomenti – commenta dal canto suo Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH – di fronte all’ennesimo caso di cronaca che vede persone con disabilità trattate come vittime di abusi in contesti in cui dovrebbero invece ricevere cura e supporto. Chiediamo con forza alle Istituzioni competenti la sospensione immediata degli accreditamenti e delle autorizzazioni per le strutture coinvolte, garantendo la contestuale presa in carico e la massima tutela delle vittime. Di fronte a questa ennesima ferita inflitta ai diritti umani, non bastano più il cordoglio o le semplici parole di circostanza: servono azioni immediate, concrete».
«Ciò che rende la vicenda ancora più amara – viene ulteriormente sottolineato da FISH Nazionale e FISH Campania – è il coinvolgimento di un presidio sociale che risulterebbe ospitato all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata: luoghi nati per essere simbolo di legalità non possono e non devono trasformarsi in teatro di sopraffazione verso i soggetti più vulnerabili».
«Vicende drammatiche come questa – è la conclusione – dimostrano, ancora una volta, come non sia più rinviabile una riforma profonda del sistema di tutela e cura. Non possiamo più permetterci che i controlli sulle strutture residenziali e semi-residenziali intervengano soltanto ex post, quando il danno è ormai compiuto e le violenze diventate di dominio pubblico. Serve un monitoraggio costante, rigoroso e indipendente che verifichi quotidianamente gli standard assistenziali e la piena tutela dei diritti umani». (S.B.)
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