Il decimo Festival della Cooperazione Internazionale: investire su ciò che ci unisce!

di Francesco Colizzi**
«È il tempo del coraggio, del rigetto dell’indifferenza, della custodia attiva dell’umano sempre più avvolto da cupe nubi di ignoranza e di disprezzo»: lo scrive Francesco Colizzi, coordinatore del Festival della Cooperazione Internazionale, presentando la decima edizione dell’evento, in programma dal 5 all’11 ottobre in alcune località della Puglia, con ampio spazio dedicato anche a questioni cruciali per la disabilità

Festival Coopeerazione Internazionale 2026Il nostro giornale segue sin dagli esordi il Festival della Cooperazione Internazionale, evento organizzato dall’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), in collaborazione con la RIDS* (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), di cui dal 5 all’11 ottobre si terrà la decima edizione in alcune località della Puglia (Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Lucera).
Per il programma completo, che è in via di definizione, si deve fare riferimento alla pagina Facebook della manifestazione (a questo link). Da parte nostra diamo spazio qui di seguito al razionale del Festival, come delineato dal coordinatore Francesco Colizzi.

Un festival per camminare assieme sui sentieri della civiltà dell’amore
Le nove edizioni del Festival, dal 2017 ad oggi, si sono tutte svolte nel tempo di una policrisi, economica, sanitaria, ambientale, geopolitica, vale a dire di una crisi di civiltà nella età planetaria. Il decennale del Festival intende confrontarsi con questa drammatica condizione, sottolineando ancora una volta che è ormai tempo!
È il tempo del coraggio, del rigetto dell’indifferenza, della custodia attiva dell’umano sempre più avvolto da cupe nubi di ignoranza e di disprezzo.
È il tempo in cui chiunque cerca di dare un senso alla propria vita, e chi vorrebbe ritrovarlo dopo anni di oscuramento, può e deve fare la sua parte, riconoscendone la grave necessità e assumendo su di sé, come nel romanzo La peste di Albert Camus, un rinnovato impegno a custodire tutto ciò che è umano.
È il tempo di costruire un nuovo progetto di convivenza, come propone il terzo manifesto internazionale Convivialismo o barbarie, per tutte le persone ed i popoli, mirando a garantire la dignità del vivere e quella di essere pianti dopo morti.
È il tempo di una inedita civiltà della Terra, che sappia far fronte a livelli sempre crescenti di complessità del mondo degli uomini, facendo diffondere una civiltà dell’Amore all’interno di quella Magnifica Humanitas a cui è rivolta la prima enciclica del papa cattolico Leone XIV.
Concretamente, occorre investire su ciò che ci unisce, condividendo dialogicamente idee, scelte, progetti, bilanci economico-finanziari e sentimenti dell’umano.

Questa decima edizione del Festival vuole porsi all’altezza delle sfide di questa epoca, facendo risuonare ancora il monito accorato e profetico di Raoul Follereau: Amarsi o scomparire. Ecco dunque i Dialoghi di Civiltà, un percorso di approfondimento e di discussione, attraverso testi recenti fondamentali, di analisi e di proposta. Un percorso volto a comprendere come respingere le soluzioni coercitive che stanno dominando il pianeta, che restringono l’apertura alle diversità e le libertà, e ad imparare ad abitare l’incertezza e la complessità crescenti con l’approccio convivialista, la cooperazione e un rinnovato multilateralismo.

Nell’acceso conflitto tra oligarchie finanziarie e democrazie, in cui varie potenze, destrutturando il diritto internazionale e ricorrendo alla guerra, spingono il mondo verso una catastrofe geostrategica, rifulge più che mai il valore della Cooperazione Internazionale. I progetti di essa sono sempre progetti di pace, avamposti innovativi di una politica estera di collaborazione e di reciproco riconoscimento tra i popoli. Il Festival offrirà perciò un focus sulla concreta Solidarietà internazionale, proclamando la necessità assoluta di stare sempre dalla parte delle vittime, in Ucraina, in Palestina, in Sud Sudan, ovunque ci siano guerre e violenze, prima causa di morti e di disabilità gravi evitabili nel mondo.

L’attenzione che la RIDS, promotrice del Festival con l’AIFO, ha sempre dedicato alla condizione delle persone con disabilità (circa un miliardo e mezzo sul pianeta) si rivolgerà quest’anno a due enormi questioni.
A vent’anni dall’approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, il convegno nazionale Salute e Inclusione ne approfondirà lo stato di attuazione attraverso due focus il primo dei quali sull’articolo 26 della Convenzione stessa (Abilitazione e riabilitazione), con un’iniziativa dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che, tenendo conto del framework internazionale e della call to action Riabilitazione 2030 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, propone un nuovo approccio agli interventi di sostegno alla piena partecipazione e all’inclusione, abilitando le persone a convivere con una diversità funzionale.
Un secondo focus sarà sui progetti personalizzati e partecipati di vita indipendente previsti in Italia dal Decreto Legislativo 62/24 (attualmente in sperimentazione in varie Province e obbligatori dal gennaio 2027).
E questo sguardo volto alla custodia dell’umano spesso dimenticato verrà anche indirizzato all’esperienza straordinaria, promossa dalla Federazione Alzheimer Italia, delle comunità amiche delle persone con demenza di puglia (in Italia sono circa due milioni le persone che vivono questa condizione), attraverso un incontro di scambio di idee, esperienze e progetti delle sette Comunità pugliesi.

Come sempre, essendo il Festival un grande contenitore di incontri di comunità, non mancheranno momenti di vera e propria Festa dell’Umano. Serate conviviali, animazione di piazza, teatro saranno offerti ai cittadini dei centri coinvolti (Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana, Lucera), ai soci e simpatizzanti del Campo studi AIFO che avrà luogo dal 7 al giorno 11 ottobre ad Ostuni, e a chiunque vorrà condividere con noi il senso semplice e profondo del cammino, solo apparentemente utopico, verso la civiltà dell’amore per l’umanità e la nostra Terra.
Francesco Colizzi

*La RIDS è un’alleanza strategica avviata nel 2011 da due organizzazioni non governative, l’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau) ed EducAid, insieme a due organizzazioni di persone con disabilità, quali DPI Italia (Disabled Peoples’ International) e la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), alle quali si è aggiunto successivamente l’OVCI-La Nostra Famiglia (Organismo di Volontariato per la Cooperazione Internazionale). Il compito di essa è appunto quello di promuovere il protagonismo delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni nei progetti di cooperazione internazionale, come afferma la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
**Psichiatra psicoterapeuta, socio nazionale dell’AIFO, coordinatore del Festival della Cooperazione Internazionale.

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