La città per tutti, ovvero L’accessibilità come condizione primaria dell’abitare

Il libro di imminente uscita “La città per tutti. I PEBA come strumento di diritto, progetto e cura dello spazio urbano”, curato da Alberto Arenghi, riunisce contributi di giuristi, ingegneri, architetti, esperti di beni culturali, data analyst e sociologi attorno all’idea che l’accessibilità non sia un adempimento tecnico da verificare a lavori ultimati, ma una condizione primaria dell’abitare

Copertina del libro "La città per tutti"«Questo libro si rivolge a chiunque abbia a cuore la qualità della vita nelle nostre città e nei nostri spazi aperti: docenti e studenti che si avvicinano ai temi dell’accessibilità e dell’inclusione; professionisti che redigono o valutano i PEBA; amministratori chiamati a tradurre in scelte concrete un principio spesso enunciato, ma raramente praticato fino in fondo; e, non da ultimo, cittadini che ogni giorno sperimentano sulla propria pelle la differenza tra una città che accoglie e una città che si limita a concedere. Se riuscirà a restituire, anche solo in parte, l’urgenza e, insieme, la concretezza operativa di questi temi, questo libro avrà raggiunto il proprio scopo: mostrare che ripensare l’accessibilità non significa occuparsi di una minoranza, ma ridefinire, per tutti, che cosa significhi davvero abitare la città»: lo scrive Alberto Arenghi nell’introduzione di La città per tutti. I PEBA come strumento di diritto, progetto e cura dello spazio urbano, libro in uscita per Marcianum Press curato dallo stesso Arenghi, che è docente associato di Architettura Tecnica all’Università di Brescia, ove dirige il Brixia Accessibility Lab e che su temi analoghi ha già curato altre pubblicazioni.

Nato dal lavoro di valutazione delle politiche sui PEBA (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) nella Regione Lombardia, il volume riunisce contributi di giuristi, ingegneri, architetti, esperti di beni culturali, data analyst e sociologi attorno all’idea che l’accessibilità non sia un adempimento tecnico da verificare a lavori ultimati, ma una condizione primaria dell’abitare.
A tal proposito, attraverso i riferimenti dell’Universal Design, dell’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) e dell’Agenda ONU 2030, il libro rilegge il PEBA come dispositivo di conoscenza e di governo della città, capace di rendere visibili le disuguaglianze prodotte dallo spazio urbano stesso. (S.B.)

Alberto Arenghi (a cura di), La città per tutti. I PEBA come strumento di diritto, progetto e cura dello spazio urbano, Marcianum Press, 2026.
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