Nasce da un’idea di EventiAvanti, realtà attiva nell’organizzazione di eventi e spettacoli, e dell’Associazione PartyVolontario, con il sostanziale supporto e la collaborazione del Coordinamento Nazionale CFU (Caregiver Familiari Uniti), il progetto “Ti resto accanto”, documentario sociale collettivo che verrà realizzato interamente con i contributi video inviati direttamente dai caregiver i quali potranno partecipare, tramite i propri smartphone, raccontando frammenti personali di vita ritenuti significativi
Nasce da un’idea di EventiAvanti, realtà attiva nell’organizzazione di eventi e spettacoli, e dell’Associazione PartyVolontario, con il sostanziale supporto e la collaborazione del Coordinamento Nazionale CFU (Caregiver Familiari Uniti), il progetto senza scopo di lucro denominato Ti resto accanto, documentario sociale collettivo a struttura aperta, che verrà realizzato interamente con i contributi video inviati direttamente dai caregiver. Il tutto segnatamente allo scopo di portare all’attenzione pubblica realtà e storie spesso poco conosciute, costruendo un racconto affidato direttamente a chi le vive nel quotidiano.
Fino al 31 dicembre, dunque, sarà possibile per i caregiver familiari aderire al progetto compilando l’apposito form nel sito dedicato, documentando attraverso i propri smartphone frammenti personali di vita, immortalando ciò che ritengono significativo.
«La forza di questo docufilm – sottolineano i promotori dell’iniziativa – non starà nella regia patinata di riprese effettuate con una luce fotografica perfetta, ma nella verità dei dettagli “fermati” anche solo con il proprio smartphone: un’inquadratura mossa, un respiro pesante nella notte, un sorriso rubato in cucina, la fatica impressa sul volto fin dalle prime ore del mattino. Momenti di vita filmati direttamente da chi, ogni giorno, presta attenzioni e cure. E tanto più questa realtà intima, autentica, verrà rappresentata in modo realistico, tanto più importante sarà il risultato. Lasciare i partecipanti liberi, infatti, non fornendo indicazioni di regia, significa ottenere una “restituzione in video” pura della loro quotidianità, aprirsi ad uno sguardo soggettivo, non guidato, che rompe la barriera del pudore e crea un legame unico anche con lo spettatore finale. Diventando quindi, da “oggetti della narrazione” a “registi della propria vita da raccontare”, in piena autonomia».
«L’obiettivo finale – si aggiunge – sarà un documentario in stile cinematografico che possa partecipare a festival e rassegne tematiche, essere proiettato nelle sale cinematografiche ed entrare con le piattaforme video in tutte le case, nelle scuole e nei luoghi di aggregazione sociale e culturale, anche attraverso incontri a tema». (S.B.)
A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento sull’iniziativa, per partecipare alla quale fare riferimento a questo link. Per ogni ulteriore informazione: [email protected].
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