Un progetto per riqualificare le scuole inclusive del Turkana in Kenya

La nota organizzazione internazionale CBM, impegnata nella salute, l’educazione, il lavoro e i diritti delle persone con disabilità nel mondo, sta lavorando per riqualificare 5 scuole dell’infanzia nel Turkana, regione del Kenya che affronta una delle crisi educative più gravi del Paese africano, ove 5 bambini con disabilità su 6 non vanno a scuola. Il tutto costruendo ambienti accessibili, sicuri e inclusivi, dove ogni bambina e bambino possa imparare, giocare e trovare un’opportunità per il proprio futuro
Bambino e maestra alla lavagna in una scuola del Turkana in Kenya
Bambino e maestra alla lavagna in una scuola del Turkana in Kenya

Ci sono luoghi nel mondo in cui la scuola è molto più di un luogo di apprendimento: è la chiave per uscire dalla povertà, dall’isolamento, e provare a costruirsi un futuro: è il caso del Turkana, regione africana del Kenya nord-occidentale, al confine con Uganda, Sud Sudan ed Etiopia. Qui vivono un milione di persone (oltre a decine di migliaia di rifugiati), la povertà supera il 79% della popolazione e l’impatto della crisi climatica, insieme alla natura nomade della comunità pastorale e alle grandi distanze, rendono difficile l’accesso all’istruzione, in particolare per i bambini con disabilità.
In Kenya, per altro, l’educazione inclusiva è un pilastro della Costituzione del 2010 e del Basic Education Act del 2013, che garantiscono diritto all’istruzione gratuita e obbligatoria per tutti, ma – nonostante gli sforzi combinati del Governo e della Contea – il Turkana sta affrontando una delle crisi educative più gravi del Paese: qui 1 bambino su 2 tra 6 e 13 anni non frequenta la scuola (media nazionale 92,5%). Un dato che sale drammaticamente per i bambini con disabilità: 5 bambini con disabilità su 6 non vanno a scuola.
Le cause vanno ricercate in infrastrutture inaccessibili, barriere socio-culturali (le famiglie tendono a dare priorità all’istruzione dei figli “normodotati”), carenza di personale qualificato e di materiali didattici adeguati, impatto di conflitti e clima (l’insicurezza e la siccità cronica colpiscono la frequenza scolastica).

Per questo CBM, la nota organizzazione internazionale impegnata nella salute, l’educazione, il lavoro e i diritti delle persone con disabilità nel mondo, sta lavorando per riqualificare 5 scuole dell’infanzia nel Turkana, costruendo ambienti accessibili, sicuri e inclusivi, dove ogni bambina e bambino possa imparare, giocare e trovare un’opportunità per il proprio futuro.
I più vulnerabili, come detto, sono i bambini con disabilità che spesso, oltre alle limitazioni fisiche, vivono un dolore anche psicologico perché si sentono diversi dai loro coetanei. «Ho un problema alla gamba e non riesco a correre. Per questo i miei compagni mi escludono dai giochi», racconta uno di loro. E non sono rari, purtroppo, nemmeno i casi di violenza e abusi. «C’era una bambina sorda che non sapeva parlare. Non andava a scuola. Ha subito abusi sessuali e a 14 anni è rimasta incinta. I bambini con disabilità non sono in grado di difendersi e per questo hanno più probabilità di essere molestati».

Il progetto di CBM, realizzato in collaborazione con il partner locale WKP (Waldorf Kakuma Project), coinvolge 639 bambini, inclusi 59 bambini con disabilità fisiche, sensoriali e intellettive.
In un contesto fatto di edifici con barriere architettoniche, privi di rampe e di servizi igienici, senza arredi e spazi sicuri per giocare, dove la siccità cronica colpisce la frequenza scolastica (e richiede interventi che uniscano istruzione e supporto nutrizionale) l’obiettivo è trasformare le scuole, coinvolgendo famiglie, insegnanti e autorità locali. Gli interventi comprendono la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli edifici, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la decorazione delle aule con murales e materiali didattici visivi, la costruzione di cucine, bagni accessibili, sistemi di raccolta dell’acqua piovana, l’allestimento di cortili scolastici inclusivi.
«Finalmente avremo scuole inclusive che per me significa luoghi dove tutti gli alunni sono accolti, senza barriere fisiche o culturali», commenta Ignatius, insegnante della scuola per l’infanzia. (V.Z.)

La campagna di raccolta fondi per sostenere il progetto di CBM è tuttora in corso (se ne legga a questo link). Per ogni altra informazione: [email protected] (Valeria Zanoni).
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