In genere la cronaca e l’attenzione pubblica si risvegliano solo quando le persone con disabilità sono vittime di violenza o vivono in condizioni di abbandono. Tutti però sanno che gran parte delle persone con disabilità e delle loro famiglie vivono condizioni di fatica, disagio e spesso di solitudine e isolamento, ciò che non fa notizia perché, purtroppo, considerato “normale” e in qualche modo inevitabile. Il libro di Laura Abet e Alberto Fontana “Disabilità e discriminazione” illustra i tanti e diversi modi in cui le persone con disabilità vengono discriminate
La cronaca e l’attenzione pubblica si risvegliano solo in alcune situazioni, particolarmente gravi: quando cioè le persone con disabilità sono vittime di violenza (in famiglia e soprattutto nei servizi residenziali) oppure vivono in condizioni di abbandono, tali da poter essere definite – con il linguaggio dei diritti umani – “inumani e degradadanti”. Tutti però sanno – più o meno consapevolmente – che gran parte delle persone con disabilità e delle loro famiglie vivono condizioni di fatica, disagio e spesso di solitudine e isolamento: l’esperienza e la pecezione personale corrisponde ai dati statistici che confermano come la disabilità comporti maggiori difficoltà a scuola, nel lavoro come nella vita familiare, sociale e di relazione. Tutto questo però non fa notizia perché è purtroppo considerato “normale” e in qualche modo inevitabile.
Sin dal titolo (Disabilità e discriminazione) il recente libro di Laura Abet e Alberto Fontana [se ne legga già anche la nostra presentazione, N.d.R.] parla della vita delle persone con disabilità da un altro punto di vista e in modo diverso. Utilizzando infatti come lente il lavoro del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della Federazione lombarda LEDHA, la trama di questo saggio illustra in modo chiaro e concreto i tanti e diversi modi in cui le persone con disabilità vengono trattate male. Maltrattamenti che, senza l’azione associativa a tutela dei loro diritti, sarebbero continuati nel tempo e passati inosservati. Qui invece il faro si accende sui danni creati alla vita delle persone dalla persistenza delle barriere architettoniche piuttosto che dal rifiuto di alcune scuole di garantire i sostegni e le opportunità necessarie o alle situazioni in cui le aziende ignorano le specifiche esigenze dei familiari caregiver: poi ancora dal costo richiesto alle persone e alle famiglie per l’assistenza, alla difficoltà di ottenere sostegni per “uscire di casa”, nonché alle situazioni, anche di violenza, cui devono fare fronte le ragazze e le donne con disabilità.
Nell’opera, giustamente, si racconta di storie “che finiscono bene” come sono spesso quelle che incontrano il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi sulla loro strada: ma si tratta comunque di storie tristi ed emblematiche che illustrano come gran parte dei problemi e delle fatiche che le persone con disabilità incontrano nella loro vita non sono connesse alla loro compromissione o menomazione ma da condizioni di discriminazione dirette (per via di regole e atteggiamenti escludenti), indirette (anche “solo” per il mancato accesso a sostegni necessari) o di molestie.
Situazioni che hanno sia ragioni strutturali, cioè dovute all’impianto stesso delle nostre politiche di welfare e non solo, ma anche create da comportamenti e scelte discrezionali di enti, o delle stesse persone, spesso con incarichi di responsabilità pubblica.
L’obiettivo del libro è ambizioso e cioè quello di far conoscere e riconoscere la discriminazione quotidiane delle persone con disabilità, invitando tutti ad agire per contrastarla.
Come scrive Giuseppe Guzzetti nella prefazione, l’auspicio è che «questo libro sia quindi una bussola: per chi governa, per chi educa, per chi lavora nel Terzo Settore, per chi progetta politiche e per ciascuno come cittadino».
*Direttore della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).
Alberto Fontana, Laura Abet, Disabilità e discriminazione. Conoscere, riconoscere e agire, prefazione di Giuseppe Guzzetti, La Vita Felice, 2026 (disponibile anche in ebook).
Una nuova presentazione del libro è in programma per il 4 novembre a Milano (Sala Arena di Factory Plus, BASE Milano, Via Bergognone, 34, ore 18), nel corso di un incontro in cui gli autori dialogheranno con Alberto Guariso, Giuseppe Arconzo e Claudia Sorlini, con gli interventi anche della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, di Giuseppe Guzzetti, già presidente della Fondazione Cariplo e autore della prefazione del volume e di Isabel Ananos, portavoce del Gruppo di Autorappresentanza dell’ANFFAS Nord Milano (a questo link un approfondimento sull’incontro).
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