La libertà di poter viaggiare in treno in piena autonomia

di Luca Faccio*
«“Perché una persona con disabilità non può decidere di salire su un treno in autonomia, senza fare programmi?”»: lo ha scritto al blog “Vorreiprendereiltreno” la mamma di una bimba con disabilità e io sono d’accordo con lei – afferma Luca Faccio – ritenendo sia arrivato il momento che tutte le stazioni ferroviarie d’Italia siano accessibili alle persone con disabilità e che tutte le pensiline siano modificate affinché non si debbano più contattare 48 ore prima le Sale Blu o le stazioni di riferimento per poter viaggiare»

Giovane donna con disabilità davanti a un treno che passaMi ha molto colpito quanto scritto da Samuela, mamma di una bimba con disabilità, al blog Vorreiprendereiltreno: «Questo pomeriggio ho deciso di prendere con mia figlia il treno per fare un bel giro. Sarà stato semplice? No, perché per una persona con disabilità, non è mai semplice. No, perché rischi che la pedana o la porta d’ingresso non funzionino. No, perché una persona con disabilità, di “regola” deve avvisare 48 ore prima la sede ferroviaria (telefonando al numero verde, e se sei fortunata, forse, qualcuno risponde). Almeno così hai un addetto che ti accompagna fino al vagone, e il capotreno è a conoscenza che c’è una persona con disabilità a bordo (?). Io ho invece deciso all’ultimo momento e quindi non abbiamo potuto prendere il treno… Perché una persona con disabilità non può decidere di salire su un treno, magari in autonomia, senza fare programmi? Perché una mamma con un bambino sul passeggino può prendere un treno all’ultimo momento e invece una mamma con un bambino in sedia a ruote non può farlo? La risposta che ci danno è sempre la stessa: “Lo so signora, ha ragione, ma è diverso…”. No, non dovrebbe esserlo! I diritti o sono di tutti o non possono essere definiti tali. Che bello vivere nel 2025 e dover prenotare la propria libertà con 48 ore di anticipo. Complimenti al progresso… Serve un cambiamento: accessibilità immediata, per tutti e senza condizioni!».
Chi scrive ha dovuto per anni viaggiare nel vano bici delle vetture a gasolio AL668 (littorine), senza nessun sistema di ancoraggio per la carrozzina e poi nel 2017, anche con l’aiuto di Beppe Grillo, ho dovuto lottare per fare annullare la liberatoria che Trenitalia imponeva di firmare alle persone con disabilità se volevano viaggiare nei treni privi di ogni sistema di ancoraggio.
Credo che, come ben sottolineato dalla signora Samuela, sia arrivato il momento che tutte le stazioni ferroviarie d’Italia siano accessibili alle persone con disabilità e che tutte le pensiline siano modificate affinché le stesse persone con disabilità non debbano più contattare 48 ore prima le Sale Blu o le stazioni di riferimento per poter viaggiare.

*Blogger (www.lucafaccio.it).

Share the Post: