Nessuna prima pagina per questa notizia

Secondo l'Ordine dei Medici bergamasco - che lo ha prosciolto nelle scorse settimane - il neurologo Carlo Alberto Defanti non ha violato il Codice di Deontologia professionale durante gli ultimi giorni di Eluana Englaro, sospendendo l'alimentazione artificiale che la teneva in vita. Una notizia che dopo i toni esarcebati usati sulla vicenda, nei primi mesi di quest'anno, oggi sembra proprio "non fare notizia"

Il neurologo Carlo Alberto Defanti, che ha avuto in cura Eluana Englaro sin dal 1996Il caso di Eluana Englaro – donna in coma vegetativo per diciassette anni a seguito di un incidente stradale – ha fatto molto parlare di sé tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, a partire da quando la Corte di Cassazione, il 13 novembre del 2008, aveva alla fine autorizzato il padre Beppino a procedere alla sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione artificiali nei confronti della figlia (se ne legga, nel nostro sito, cliccando qui). Il Governo italiano aveva a quel punto tentato di bloccare l’esecuzione della procedura (se ne legga cliccando qui).

Durante quei mesi, gruppi e singoli si erano schierati animatamente dalla parte di Beppino Englaro o da quella del Governo come in una sorta di “match sportivo” (Emilio Pozzi, presidente dell’Ordine dei Medici bergamasco, ha parlato in tal senso di «toni violenti e aggressivi, non raggiunti nemmeno dalle tifoserie del calcio più estremo»).
Il dibattito pubblico era stato sostenuto anche dagli organi d’informazione in modo apparso spesso strumentale, esacerbando le contrapposizioni e favorendone i toni violenti. In quei mesi si era parlato, come di una priorità urgente, anche di una legge sul testamento biologico, un istituto ad oggi non regolamentato in Italia e all’epoca in discussione in Parlamento.

Eluana Englaro muore il 9 febbraio 2009. Dalla fine di quel mese, l’attenzione dei media si è spostata su altri argomenti e sembra proprio che oggi i trattamenti di fine vita non meritino più titoli da prima pagina. Intanto, anche le informazioni attorno alla legge sul testamento biologico sono diminuite progressivamente: la norma ancora non c’è e le trasmissioni televisive in questo momento non si occupano di tenere vivo il dibattito pubblico sull’argomento.
Così accade oggi che una notizia – che riguarda ancora lo stesso caso – “scivoli” nelle pagine interne dei giornali e non venga ripresa se non marginalmente dalla televisione. Essa riguarda Carlo Alberto Defanti, un nome che a febbraio meritava i titoli di apertura dei quotidiani. Defanti, infatti, è il neurologo che ha avuto in cura la Englaro e che, in esecuzione delle disposizioni giudiziarie, ha sospeso l’alimentazione artificiale che teneva in vita la donna.
Dopo la morte di Eluana, il Consiglio dell’Ordine dei Medici bergamasco – composto da quindici medici – aveva aperto un’indagine per accertare eventuali violazioni del Codice Deontologico da parte di Defanti. Solo ora si è saputo che il fascicolo sul caso è stato archiviato il 21 maggio scorso per insufficienza di elementi a procedere. Non è possibile ottenere i dettagli delle motivazioni perché l’unico autorizzato a richiederli in caso di archiviazione è il diretto interessato. (Barbara Pianca)

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