“Zoo Safari Tour”, per restituire valore a ciò che è considerato “imperfetto”

Unirà arte contemporanea, inclusione sociale e sostenibilità ambientale, coinvolgendo giovani con disabilità, il progetto “Zoo Safari Tour”, che dal 5 settembre vedrà la creazione di sculture di “animali esotici”, ottenute dal riuso creativo di vecchie biciclette dismesse, opere che verranno poi installate nei parchi pubblici di Marino e Ciampino (Roma). L’intelligente iniziativa è stata promossa dall’Associazione Accademia di Ecologia e Arte RiArtEco e dalla Rete Italiana Disabili

"Zoo Safari Tour", settembre 2025Si chiama Zoo Safari Tour ed è un progetto artistico, sociale e ambientale, ideato dall’artista Paolo Lo Giudice e curato da Silvia Filippi, che dal 5 al 10 settembre unirà il Parco Lupini di Santa Mariua delle Mole di Marino (Roma) e il Parco Aldo Moro di Ciampino (Roma). A promuovere l’iniziativa l’Associazione Accademia di Ecologia e Arte RiArtEco e la Rete Italiana Disabili, con il contributo del Distretto Socio Sanitario di Ciampino/Marino RM 6.3 e il supporto del Centro Servizi Volontariato del Lazio.
Ma di cosa si tratterà esattamente? Lo spiegano dalla Rete Italiana Disabili: «Sostenuta da importanti realtà culturali come Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, nell’àmbito del progetto internazionale Rebirth Day/Terzo Paradiso, ENAC (Ente Nazionale Attività Culturali) e Fai la Differenza… C’è il Festival della Sostenibilità, questa iniziativa unirà arte contemporanea, inclusione sociale e sostenibilità ambientale in un progetto partecipato, che coinvolgerà ragazze e ragazzi della nostra Rete nella creazione di sculture di “animali esotici”, ottenute dal riuso creativo di vecchie biciclette dismesse. Le opere verranno installate nei parchi pubblici dei Comuni di Marino e Ciampino, trasformandoli in un percorso artistico permanente a cielo aperto, accessibile a tutta la comunità».

«Il titolo scelto, Zoo Safari Tour – viene spiegato ancora – è una provocazione simbolica che richiama la crisi climatica e la perdita di biodiversità. In un futuro sempre più vicino, la fauna selvatica si avvicina agli ambienti urbani, e le sculture dalle sembianze non autoctone diventano messaggere di una nuova consapevolezza: è necessario infatti rigenerare il mondo, cominciando dallo scarto e dalla disabilità, trasformandoli in risorse preziose. Il cuore del progetto è proprio qui: nella capacità dell’arte di farsi responsabilità sociale, di restituire valore a ciò che è considerato “imperfetto” e di trasformare la fragilità in forza, mettendo al centro la persona, con le sue potenzialità e il suo contributo unico. Il progetto, infatti, propone un’idea di inclusione attiva e concreta, che supera ogni approccio assistenzialista, consentendo ai partecipanti di esprimersi liberamente, sviluppare competenze, lavorare in gruppo, contribuendo a un’opera collettiva che diventa bene pubblico. L’esperienza del “fare con le mani” viene così restituita alla sua dimensione culturale e trasformativa ed è qui che nel progetto si inserisce, come elemento simbolico e connettivo, il Terzo Paradiso, ideato dell’artista Michelangelo Pistoletto, segno che rappresenta l’incontro tra natura e artificio, ad unire con un filo rosso i due parchi coinvolti sul medesimo territorio mediante l’attivazione di spazi urbani e il coinvolgimento attivo della cittadinanza in azioni culturali, performative e laboratoriali, tese a rafforzare il dialogo tra arte, comunità e ambiente».

«Con Zoo Safari Tour – concludono dunque dalla Rete Italiana Disabili – si promuoverà la cultura del riuso e della sostenibilità, attraverso il recupero di materiali altrimenti destinati allo scarto. Le sculture rappresentano una rigenerazione estetica, ma anche etica, in cui l’oggetto dismesso assume un nuovo significato, diventando parte di un messaggio di cura e responsabilità collettiva. Non solo, il progetto trasformerà i parchi in spazi di bellezza condivisa, accessibili e aperti a tutte e tutti, anche a chi non frequenta abitualmente luoghi culturali tradizionali. Le installazioni diventeranno così nuovi simboli urbani, capaci di raccontare un’identità territoriale che si fonda sulla partecipazione, sulla diversità e sulla sostenibilità, dando vita a un modello replicabile, capace di attivare microeconomie locali, percorsi di formazione, inclusione lavorativa e responsabilizzazione sociale, ad esempio attraverso la creazione di una ciclofficina. Un progetto che mette in dialogo tradizione e innovazione, arte e inclusione, per costruire insieme una comunità più consapevole, accogliente e resiliente, se è vero che con Zoo Safari Tour l’arte pubblica non è decorazione, ma strumento di trasformazione che rigenera spazi e relazioni e restituisce centralità a chi troppo spesso viene lasciato ai margini. In un tempo segnato da emergenze sociali e ambientali, il progetto si fa atto politico e culturale, che guarda al futuro con responsabilità e speranza». (S.B.)

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