Atrofia muscolare spinale: dopo la rivoluzione terapeutica serve la rivoluzione culturale e quella istituzionale

«La SMA (atrofia muscolare spinale) sta vivendo un periodo rivoluzionario dal punto di vista terapeutico, ora serve una rivoluzione culturale, che porti le persone con la SMA a vivere la propria vita a pieno fin dalla diagnosi; e una rivoluzione istituzionale, che approvi lo screening a livello nazionale e la riforma sulla disabilità»: così Anita Pallara, presidente di Famiglie SMA, durante il XXI Convegno Nazionale dell’Associazione, tenutosi a Ravenna
Congresso di Ravenna di Famiglie SMA, settembre 2025
Bimbi e bimbe presenti al Congresso di Ravenna di Famiglie SMA

«Due giorni per riportare al centro le persone, le lore storie e l’unicità di ognuno. Soprattutto, l’idea che quando le competenze e le energie si uniscono si può fare la differenza. Questo volevamo fare e questo abbiamo fatto ritrovandoci tutti insieme: la comunità di pazienti, i clinici, le istituzioni e le aziende. La SMA (atrofia muscolare spinale) sta vivendo un periodo rivoluzionario dal punto di vista terapeutico, ora serve una rivoluzione culturale, che porti le persone con la SMA a vivere la propria vita a pieno fin dalla diagnosi; e una rivoluzione istituzionale, che approvi lo screening a livello nazionale e la riforma sulla disabilità»: così Anita Pallara, presidente di Famiglie SMA, durante il XXI Convegno Nazionale dell’Associazione, tenutosi nei giorni scorsi a Ravenna [se ne legga anche la nostra presentazione, N.d.R.].

La nostra rivoluzione: il presente da vivere: questo il titolo dell’appuntamento durante il quale si è affrontato il nuovo scenario clinico, assistenziale e sociale legato alla SMA, malattia genetica rara che colpisce soprattutto in età pediatrica (in Italia nascono ogni anno circa 40-50 bambini con la patologia), rendendo progressivamente più difficili gesti quotidiani come sedersi e stare in piedi e nei casi più gravi deglutire e respirare.
Il convegno ha avuto il patrocinio dell’AIM (Associazione Italiana di Miologia) e dell’AMR (Alleanza Malattie Rare), con la media partnership dell’OMaR (Osservatorio Malattie Rare) e il contributo non condizionante di Biogen Italia, Novartis Italia e Roche Italia.
La “rivoluzione” a cui fa riferimento il titolo è quella resa possibile dall’evoluzione terapeutica, che negli ultimi anni sta facendo progressi significativi nel contrastare la SMA. Con tale prospettiva è importante dunque adeguarsi al nuovo scenario. Lo screening neonatale, ovvero l’arma di prevenzione più efficace contro la patologia, attende da anni un’approvazione nazionale e vede differenze territoriali ancora importanti; così come la riforma della disabilità, ancora in attesa.
L’accesso alle terapie, la promozione dell’autonomia e della qualità della vita, il ruolo dei servizi territoriali, la gestione multidisciplinare e la transizione all’età adulta sono tra le priorità del prossimo futuro e tra i temi trattati al Convegno.

«Se è vero che i trattamenti farmacologici per la SMA stanno rivoluzionando la traiettoria naturale della malattia e la gestione clinica di essa, è fondamentale continuare a trasferire alle famiglie l’importanza di una presa in carico mirata e continuativa, per garantire una buona qualità di vita»,  ha dichiarato Valeria Sansone, direttore clinico-scientifico del Centro NeMO di Milano (NeuroMuscular Omnicentre) e docente ordinaria all’Università di Milano. «I farmaci – ha aggiunto – sono uno straordinario strumento terapeutico, che necessariamente deve essere integrato da un approccio di cura continuativo, per supportare la persona in ogni aspetto funzionale. Per noi clinici, la rivoluzione nell’approccio alla malattia significa oggi creare le condizioni per la costruzione di progetti di vita personali e autonomi».

Di screening neonatale ha parlato Francesco Danilo Tiziano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, responsabile del primo progetto pilota italiano in Lazio e Toscana, conclusosi nel 2021. Da allora nelle due Regioni è stato effettuato lo screening neonatale per la SMA su circa 220.000 bambini/bambine. Via via si sono poi aggiunte altre Regioni italiane, con una copertura nazionale superiore all’80% dei neonati. Ma ancora non basta. Nelle Regioni non coperte dallo screening, infatti, si continuano a diagnosticare bambini/bambine con la SMA dopo la comparsa dei sintomi, quando cioè l’efficacia delle terapie è di molto inferiore. È importante quindi garantire gli stessi diritti a tutti i nuovi nati e armonizzare i test diagnostici, soprattutto quelli che definiscono la prognosi, su tutto il territorio nazionale.

Lisa Noja, consigliera regionale in Lombardia, ha affrontato il tema della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità «che prevede un grande cambiamento – ha sottolineato -: finalmente viene non solo riconosciuto il diritto alla vita indipendente di tutte le persone con disabilità, ossia il diritto a scegliere la vita che si desidera vivere autodeterminandosi, ma anche l’obbligo delle Istituzioni di organizzare e mettere in campo servizi, sostegni e misure capaci di rendere tale diritto concretamente esigibile». «Purtroppo – ha aggiunto – le tempistiche dilatate di attuazione della delega rischiano di rallentare in modo intollerabile questo grande cambiamento tanto atteso, continuando a perpetuare disomogeneità territoriali».

Infine, la scrittrice Elena Peduzzi e Jacopo Casiraghi, psicologo di Famiglie SMA e del Centro Clinico NeMO di Milano, hanno presentato Famiglie SMA in cerca di emozioni, un libro scritto con il puntatore oculare da giovani donne e uomini con la SMA 1, un testo che parla di emozioni, avventure e sfide. Temi particolarmente importante perché a “parlarne” sono ragazzi e ragazze affetti da una forma di invalidità che ne limita pesantemente la parte fisica, ma non il pensiero e le emozioni. Nessun altro progetto ha mai provato a coinvolgere sul filo della creatività professionale persone affette da SMA 1, riconducendo tali sforzi a una pubblicazione inclusiva utile all’intera comunità. (M.R.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Michela Rossetti ([email protected]); Rossella Melchionna ([email protected]).
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