«La documentazione sanitaria necessaria per ottenere la patente speciale – scrive Claudio Calligaris – non è compresa nei LEA e perciò è a carico completo dell’interessato. Per le persone con disabilità, però, e soprattutto con disabilità motorie, la patente speciale è uno strumento essenziale per consentire una mobilità adeguata e permettere spostamenti e vita sociale. Non fosse così perché mai ci riservano appositi spazi per il parcheggio?»
Il rinnovo della patente speciale, per noi persone con disabilità, è sempre un momento di tensione. In fin dei conti è pur sempre un “esame”. Ed essere sottoposti al giudizio, per lo più praticamente insindacabile, di qualcuno non è mai piacevole.
Siamo i primi a chiedere che la concessione delle patenti speciali sia subordinata a criteri che garantiscano la sicurezza, sia del patentato che degli altri utenti della strada, però non possiamo non dichiarare l’impressione che non sempre le Commissioni Mediche operino con la necessaria oggettività ed obiettività.
Certo, nel loro lavoro pesano le carenze di organici a fronte di una mole di pratiche sempre più importante, però non è neanche bello che utenti la cui condizione non è mutata, si presentino con patemi e preoccupazioni all’esame, timorosi ed incerti dell’esito. Poi è vero che le cose si appianano, ma insomma… E a questo si aggiungono i tempi lunghissimi necessari per completare la documentazione necessaria, medica e burocratica. Ma è ancora altro quello che qui vogliamo soprattutto segnalare.
Tutta la documentazione sanitaria necessaria per ottenere la patente, infatti, non è compresa nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e perciò è a carico completo dell’interessato. Se ciò è giustificabile per una persona senza disabilità, considerando la patente una sorta di strumento “superfluo”, un di più, tale considerazione non può valere per le persone con disabilità. Soprattutto quelle motorie. Per questi soggetti, infatti, la patente speciale è uno strumento essenziale per consentire una mobilità adeguata e permettere spostamenti e vita sociale. Non fosse così perché mai ci riservano appositi spazi per il parcheggio?
Allora la richiesta discende spontanea: tutta la documentazione medica specifica, cioè quella richiesta a causa della disabilità dalla Commissione Medica, per capirci le visite specialistiche, e in primis quelle neurologiche, dovrebbe essere posta a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Sarebbe un atto di giustizia e parificazione, non un privilegio.
*Presidente dell’Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia.
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