Nel ravvisare alcune contraddizioni all’interno di recenti provvedimenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, rispetto a precedenti disposizioni del medesimo Ministero, Iacopo Balocco ravvisa la necessità di convocare l’Osservatorio Ministeriale sull’Inclusione, «anche per capire cosa si vuole fare della rete di supporto all’inclusione faticosamente messa in piedi con le Scuole Polo per l’Inclusione, i CTS (Centri Territoriali di Supporto) e gli Sportelli Autismo»
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha recentemente disposto uno stanziamento di 852.000 euro destinato alle azioni formative sull’inclusione scolastica per l’anno scolastico 2025/2026, comunicando la ripartizione delle risorse alle Scuole Polo Regionali per la formazione.
A questo punto mi domando: è al corrente il Ministero che con il Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66, all’articolo 9, comma 9/2, ha disciplinato l’istituzione delle Scuole Polo per l’Inclusione in ogni provincia? In tale Decreto si legge infatti: «[…] 2. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca indica modalità di riconoscimento di «scuole polo» che svolgono azioni di supporto e consulenza con le reti del territorio per la promozione di ricerca, sperimentazione e sviluppo di metodologie ed uso di strumenti didattici per l’inclusione».
E ancora, è al corrente il Ministero che con la Nota 12 aprile 2018, protocollo n. 847 ha elencato le azioni che, a mero titolo esemplificativo, possono essere attivate dalle Scuole Polo, tra le quali c’è anche la formazione? In tale Nota si parla infatti di «attività di informazione/formazione sia nei confronti del personale scolastico che degli stakeholder, in collaborazione con la scuola polo della formazione».
Quindi, perché assegnare alle Scuole Polo Regionali per la Formazione e non alle Scuole Polo regionali per l’Inclusione la formazione sull’inclusione? Perché le attività dovranno riguardare in modo specifico la formazione sull’inclusione, intesa in senso ampio, rivolta ai docenti di sostegno (per altro già formati attraverso il corso di specializzazione), con il coinvolgimento anche degli altri docenti, confermando di fatto la delega al docente per il sostegno?
Con queste domande rinnovo la necessità di convocare quanto prima l’Osservatorio Ministeriale sull’Inclusione, come richiesto nei giorni scorsi su queste pagine anche dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), anche per capire cosa si vuole fare della rete di supporto all’inclusione faticosamente messa in piedi con l’istituzione delle Scuole Polo per l’Inclusione, dei CTS (Centri Territoriali di Supporto) e degli Sportelli Autismo, di cui a breve, dal 9 ottobre, vi sarà il 4° Convegno (se ne legga a questo link). (S.B.)
*Docente all’Istituto Statale Augusto Romagnoli di Roma di specializzazione per gli educatori dei minorati della vista; componente del GLIR (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale) presso l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio; docente a contratto nei corsi di specializzazione per le attività di sostegno; amministratore della rassegna stampa su “Nuove Tecnologie, Didattica e Bisogni Educativi Speciali”.
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