Tornando ad esprimere grande preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, la Federazione FISH «chiede corridoi umanitari sicuri e accessibili, l’accesso a cure mediche, ausili e supporto psicologico adeguati e il rispetto della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità anche nelle situazioni di conflitto»

La FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) torna ad esprimere grande preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, in particolare per quanto riguardo le persone con disabilità e le loro famiglie. «In questo scenario tragico – si legge infatti in una nota della Federazione – le barriere fisiche, ambientali e sociali rendono impossibile mettersi in salvo o accedere a un’assistenza di base, con la distruzione delle infrastrutture, la mancanza di ausili e l’interruzione dei servizi sanitari che condannano le persone con disabilità e le loro famiglie a una condizione di isolamento e di estrema vulnerabilità».
«Continueremo a monitorare la situazione – prosegue la nota della FISH -, promuovendo azioni di sensibilizzazione affinché la dignità e la protezione di tutte le persone colpite dal conflitto siano garantite. In particolare, chiediamo corridoi umanitari sicuri e accessibili, l’accesso a cure mediche, ausili e supporto psicologico adeguati e il rispetto della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità anche nelle situazioni di conflitto».
«Siamo solidali con la sofferenza delle vittime del conflitto – conclude la nota – e ci uniamo alla richiesta urgente di interventi umanitari che tengano conto dei diritti e delle necessità specifiche delle persone con disabilità e delle loro famiglie». (S.B.)
Per ulteriori informazioni: [email protected].
Sul medesimo tema trattato nel presente contributo, segnaliamo anche i recenti testi da noi pubblicati: Le persone con disabilità durante le guerre di Giampiero Griffo (a questo link); Almeno 21.000 bambini e bambine di Gaza sono diventati persone con disabilità (a questo link); Perché non possiamo tacere di LEDHA (a questo link); Per un progetto umanitario rivolto alle persone con disabilità motorie di Gaza di Claudio Calligaris e Margherita Caporusso (a questo link).
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