Una giovane donna con disabilità trattata come un pacco da Ryanair

di LEDHA*
Nonostante avesse rispettato tutte le procedure in tempi più che utili, Valentina, giovane donna con disabilità, si è vista rifiutare l’imbarco da Ryanair che l’ha trattata come un pacco, impedendole di partecipare a un’importante occasione di crescita personale. La sua vicenda è l’ennesimo episodio che dimostra come il diritto alla mobilità per le persone con disabilità non è ancora garantito a tutti e tutte

Particolare di donna in carrozzina in aeroportoValentina è una giovane donna con disabilità che si muove grazie a una carrozzina elettrica. È stata selezionata per partecipare a un progetto europeo e questa mattina, 23 settembre, avrebbe dovuto prendere un volo Ryanair per raggiungere Riga, in Lettonia, dove avrebbe dovuto partecipare ad attività e momenti formativi con altri ragazzi e ragazze con disabilità.
Il biglietto era stato acquistato con un buon anticipo (il 5 settembre) e l’8 settembre Valentina aveva fornito le informazioni richieste per il trasporto in stiva della carrozzina (dimensioni, peso, caratteristiche della batteria). Ma nel tardo pomeriggio di ieri, 22 settembre, a poche ore dalla partenza prevista per la mattina successiva, la giovane ha ricevuto comunicazione che il suo imbarco era stato rifiutato perché la carrozzina superava le dimensioni consentite.

Quello che è successo a questa giovane è inaccettabile: Ryanair era stata avvisata per tempo delle sue esigenze e delle caratteristiche della sua carrozzina, eppure il rifiuto dell’imbarco è stato fatto a poche ore dalla partenza, rendendo così impossibile trovare soluzioni alternative al viaggio. Inoltre, Ryanair non ha fornito nessuna soluzione alternativa, limitandosi a offrire il rimborso del biglietto.
Questa non è solo una vicenda personale: è l’ennesimo episodio che dimostra come il diritto alla mobilità per le persone con disabilità non sia ancora garantito a tutti e tutte.
Il comportamento di Ryanair è irricevibile, irrispettoso e discriminatorio. La gestione di questa vicenda non è all’altezza di uno dei principali vettori aerei europei che, nella sua ultima campagna pubblicitaria, si vanta di essere “la compagnia aerea preferita d’Italia”.
Nei prossimi giorni, valuteremo, attraverso il nostro Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi, quali azioni intraprendere. Tutte le compagnie aeree, infatti, devono adottare misure strutturali affinché nessuna persona con disabilità venga più lasciata a terra a causa della propria condizione.

Quello che resta è l’amarezza per ciò che è successo a Valentina: non solo le è stato impedito di partecipare a un’importante occasione di crescita personale, ma è stata trattata come un pacco. L’accessibilità non può essere un optional, ma dev’essere una responsabilità condivisa e garantita. Le persone con disabilità non chiedono privilegi, ma pari diritti: la libertà di viaggiare appartiene a tutte e a tutti.

*La LEDHA è la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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