Grazie alla disponibilità degli organizzatori del “Chimera Fest”, tre giornate di attività diverse nel borgo di Casertavecchia, le componenti locali dell’UICI e dell’UNIVOC, in collaborazione con l’IRIFOR Caserta, sono state ospiti dell’evento, consentendo a numerose persone con disabilità visiva di vivere una preziosa esperienza multisensoriale

Grazie alla disponibilità degli organizzatori del Chimera Fest, tre giornate di attività diverse nel borgo di Casertavecchia, le componenti locali dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e dell’UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi), in collaborazione con l’IRIFOR Caserta, sono state ospiti dell’evento, consentendo a numerose persone con disabilità visiva di vivere un’esperienza multisensoriale letteralmente a trecentosessanta gradi.
I partecipanti, infatti, hanno potuto viaggiare nella storia del Borgo di Casertavecchia, toccando reperti messi a disposizione dagli archeologi (dardi, perle e basi dell’epoca), relativi al Castello e alla Torre, simbolo del borgo. Successivamente, sono stati accompagnati tra le vie del borgo stesso fino alla piazza, dove una guida ha descritto le bellezze del Duomo.
La giornata, inoltre, ha previsto anche la degustazione di piatti tipici della gastronomia locale presso il Campanile, seguita da un concerto di musica mistica e suggestiva.
«Grazie alla professionalità e alla sensibilità degli organizzatori del Chimera Fest – sottolinea Giulia Antonella Cannavale, presidente dell’UICI di Caserta – abbiamo vissuto un’esperienza veramente multisensoriale, all’insegna di una collaborazione che ha rappresentato un sistema di condivisione e di sinergie utili a rendere accessibili la cultura e i servizi».
Anche Vincenzo Del Piano, presidente dell’UNIVOC casertana, ha espresso soddisfazione per l’iniziativa, ricordando «l’importanza della formazione e delle tecniche di comunicazione utilizzate per garantire l’accessibilità universale alla cultura. In tal senso, il Chimera Fest si è dimostrato un luogo dove la cultura è stata portata a tutti e tutte, un laboratorio di comunicazione aperta e un esempio di condivisione delle esperienze, vissute con entusiasmo e grande senso di appartenenza e partecipazione». (S.B.)
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