Verrà annunciato l’8 ottobre l’avvio di un percorso di formazione e partnership tra l’AVI Umbria e la Federazione lombarda LEDHA, che porterà a introdurre un nuovo servizio di tutela all’interno dell’Agenzia per la Vita Indipendente gestita dalla stessa AVI Umbria, ossia un Servizio Antidiscriminazione, ispirato al modello collaudato del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA
Verrà annunciato l’8 ottobre, nel corso di una conferenza stampa a Terni (Centro per l’Autonomia Umbro, Via Papa Benedetto III, 48, ore 11.30-13.30), l’avvio del percorso di formazione e partnership tra l’AVI Umbria (Associazione Vita Indipendente Umbria) e la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che porterà a introdurre un nuovo servizio di tutela all’interno dell’Agenzia per la Vita Indipendente gestita dalla stessa AVI Umbria. Recentemente evolutasi nel modello hub-spoke (“struttura organizzativa a rete”), grazie al progetto Agency for Capacity Building*, tale Agenzia, infatti, è oggi in grado di ospitare e sperimentare il Servizio Antidiscriminazione, ispirato al modello collaudato del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA.
«Il percorso formativo – spiegano dall’AVI Umbria – è fondamentale per dotare il personale dell’Agenzia dello strumento specialistico necessario a contrastare la discriminazione in àmbiti cruciali quali sanità, scuola, lavoro, accesso a spazi e servizi pubblici e privati, e provvidenze economiche, riflettendo l’approccio proattivo del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi».
Durante la conferenza stampa dell’8 ottobre, dunque, verrà appunto presentato l’accordo di collaborazione tra AVI Umbria e LEDHA, volto a garantire che il personale umbro sia formato secondo gli standard necessari per avviare il servizio in linea con gli standard e i risultati ottenuti in Lombardia, in ottemperanza ai princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
«La collaborazione con la LEDHA – sottolinea Andrea Tonucci, presidente dell’AVI Umbria – è fondamentale. Questo percorso formativo è il primo passo per implementare un servizio specializzato all’interno della nostra Agenzia per la Vita Indipendente in ottica hub-spoke. Utilizzando infatti l’evoluzione permessa dal progetto Agency for Capacity Building, puntiamo a importare un know-how di eccellenza che possa definire e sperimentare buone pratiche per un modello di welfare non solo inclusivo, ma realmente partecipato e capace di promuovere e tutelare attivamente i diritti delle persone con disabilità in tutta l’Umbria».
«Siamo pronti a supportare l’AVI Umbria in questo percorso – afferma dal canto suo Giovanni Merlo, direttore della LEDHA -, garantendo il rigore tecnico e l’esperienza maturata in anni di attività legale e stragiudiziale. Assicurare la piena partecipazione e l’esercizio dei diritti è un imperativo civico e legale, e l’espansione del modello Antidiscriminazione in Umbria è un passo significativo in questa direzione».
Oltre ad Andrea Tonucci e a Giovanni Merlo, parteciperanno alla conferenza stampa dell’8 ottobre a Terni, Marialuisa Meacci, presidente della FISH Umbria, Massimo Rolla, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Bianca Maria Tagliaferri, presidente dell’Osservatorio Regionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e Luca Simonetti, presidente della III Commissione (Sanità, Sociale, Cultura) della Regione Umbria. (S.B.)
*Il progetto “Agency for Capacity Building – Protagonisti attivi per la Vita Indipendente e l’Inclusione”, finanziato dalla Regione Umbria, vede l’AVI Umbria quale capofila, in partenariato con l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), l’AIPD di Perugia (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down), AParT e Terni Digital. L’iniziativa coinvolge inoltre, in qualità di enti collaboratori, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), CESVOL Umbria (Centro Servizi Volontariato) e la FISH Umbria, oltre ai Comuni capofila delle sette Zone Sociali della Regione: Perugia, Terni, Assisi, Narni, Città di Castello, Marsciano e Foligno. L’obiettivo generale è la sperimentazione di buone pratiche per un modello di welfare regionale inclusivo e partecipato.
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