Ben 3.348 persone, tra docenti di scuola, genitori, docenti universitari, dirigenti scolastici, membri di Associazioni di persone con disabilità, cittadini e cittadine, hanno sottoscritto un documento del MUISS (Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale) in cui si chiede ai Senatori che li hanno firmati di ritirare quegli emendamenti al Decreto Legge 71/24, che farebbero slittare di un anno il termine dei percorsi di formazione per il sostegno attivati dall’INDIRE
«Chiediamo il ritiro immediato degli emendamenti presentati, riguardanti l’attivazione di ulteriori corsi per il conseguimento della specializzazione per il sostegno rivolti a coloro che hanno effettuato tre anni di servizio su posto di sostegno pur essendo privi del “titolo di specializzazione per le attività di sostegno”, come prevede la legge 5 febbraio 1992, n. 104. L’attivazione di ulteriori corsi, infatti, non si configurerebbe come misura di emergenza, bensì quale trasformazione di carattere strutturale per la formazione del personale specializzato, il che implicherebbe rivedere tutti i percorsi formativi»: è quanto si legge nel documento (disponibile integralmente a questo link) inviato dal MUISS (Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale) e reso noto ai Ministri dell’Istruzione e del Merito, per le Disabilità e dell’Università e Ricerca, contenente appunto la richiesta a tutti i Senatori firmatari di ritirare gli emendamenti relativi all’attivazione di ulteriori corsi per il conseguimento della specializzazione per il sostegno, di cui al Decreto Legge 71/24, convertito nella Legge 106/24.
Un documento, va sottolineato, che in pochi giorni è stato sottoscritto, al momento in cui scriviamo, da ben 3.348 persone, «tra docenti, genitori, docenti universitari, dirigenti scolastici, membri delle diverse Associazioni di persone con disabilità e cittadini – spiegano dal MUISS -, preoccupati dell’eventuale protrarsi di una modalità di formazione che ha mostrato evidenti criticità e che doveva terminare, come recita il Decreto 71/24, entro dicembre 2025».
Su tale questione, come avevamo riferito anche sulle nostre pagine, si era espressa nei giorni scorsi anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che ribadendo con forza «la necessità di lavorare per la creazione di un sistema scolastico veramente inclusivo, che garantisca una formazione adeguata e di alta qualità ai docenti», aveva evidenziato la questione, ricordando come «il Decreto Legge 71/24 avesse stabilito che fino al 31 dicembre 2025 la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni e alle alunne con disabilità potesse essere conseguita attraverso percorsi di formazione attivati dall’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), in modalità prevalentemente asincrona».
«Ora però – avevano dichiarato dalla Federazione -, sono stati presentati degli emendamenti agli articoli 6 e 7 di quel Decreto Legge, che farebbero slittare il termine di quei percorsi di formazione al 31 dicembre 2026. Esprimendo dunque la nostra perplessità per quegli emendamenti e pur comprendendo le difficoltà insite nell’apportare cambiamenti tempestivi e radicali a un sistema complesso come quello della formazione degli insegnanti di sostegno, invitiamo i Senatori che hanno presentato gli emendamenti stessi a ritirarli e ad aprire un confronto con la nostra Federazione».
«Considerato quindi – conclude il documento del MUISS – che il profilo professionale del docente, come stabilito nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) siglato il 18 gennaio 2024, è costituito da competenze che si sviluppano “con il maturare dell’esperienza didattica, l’attività di studio e di sistematizzazione della pratica didattica” (articolo 42), avendo la consapevolezza della inderogabile necessità di assicurare alla scuola personale professionalmente competente e adeguatamente preparato, per garantire una didattica di qualità, risulta coerente con l’impostazione culturale sottesa alla progettualità inclusiva, procedere con i corsi di formazione di cui al Decreto Ministeriale 30 settembre 2011». (S.B.)
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