Bene quei fondi per eliminare le barriere nelle scuole, ma serve un piano strutturale

Viene accolto con favore dalla FISH il Decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito che assegna oltre 18 milioni e 600.000 euro per l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle scuole statali e paritarie, e tuttavia, viene sottolineato, questo «non può esaurirsi in un intervento una tantum, poiché serve un piano strutturale, pluriennale e monitorabile, che coinvolga gli enti locali, le scuole e le associazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie»

Alunna con disabilitàViene accolto con favore dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) il Decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito che assegna oltre 18 milioni e 600.000 euro per l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle scuole statali e paritarie, in quanto, sottolinea il presidente della Federazione Vincenzo Falabella, «conferma l’attenzione verso uno dei temi più urgenti per la piena inclusione scolastica: garantire cioè a tutti gli studenti e le studentesse con disabilità ambienti realmente accessibili e dignitosi. Rimuovere una barriera fisica, infatti, significa aprire la strada a una partecipazione più piena e consapevole alla vita scolastica, nel rispetto dei diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».
E tuttavia, aggiunge il Presidente della FISH, «l’impegno non può esaurirsi in un intervento una tantum: è necessario un piano strutturale, pluriennale e monitorabile, che coinvolga attivamente gli enti locali, le scuole e le associazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Solo così si potrà garantire una scuola veramente inclusiva, accessibile e accogliente per tutti».

«Dal canto nostro – conclude Falabella – continueremo a collaborare con il Ministero e con tutte le istituzioni competenti per tradurre le risorse annunciate in interventi concreti, efficaci e misurabili, affinché nessun alunno o alunna venga mai più escluso da un’aula o da un laboratorio per una barriera architettonica o culturale». (S.B.)

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