Emilia Romagna: la Rete dei CAAD (Centri Provinciali per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico) nel 2024

di Andrea Pancaldi
Si avviano al ventesimo anno di attività i dieci CAAD dell’Emilia Romagna (Centri Provinciali per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico), che forniscono consulenza gratuita e multidisciplinare a tutti coloro che, persone anziane o persone con disabilità, abbiano bisogno di adattare la propria abitazione alle necessità legate alla non autosufficienza. Vediamone i dati relativi al 2024, resi pubblici in un rapporto della Regione Emilia Romagna
Adattamento dell'ambiente domestico per una persona con disabilità motoria
Adattamento dell’ambiente domestico per una persona con disabilità motoria

Esistono dall’inverno 2005/2006 – non tutti, infatti, aprirono nello stesso periodo – i dieci CAAD (Centri Provinciali per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico) attivati dalla Regione Emilia Romagna per fornire consulenza gratuita a tutti coloro che, persone anziane o persone con disabilità, abbiano bisogno di adattare la propria abitazione alle necessità legate alla non autosufficienza. Sono tutti diventati quindi maggiorenni e si avviano al ventesimo anno di attività.
Le consulenze erogate, oltre che gratuite, sono anche multidisciplinari, comprendendo tutti gli aspetti della questione: la situazione sanitaria attuale e in prospettiva della persona interessata; gli aspetti tecnici di carattere edilizio/architettonico/impiantistico; i possibili contributi legati a Leggi Nazionali (Legge 13/89) o Regionali (Legge dell’Emilia Romagna 29/97), le agevolazioni fiscali, il delicato tema dei rapporti con il condominio laddove i lavori interessino le parti comuni.

Ogni anno, dunque, la Regione (Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare/Area Sociosanitaria Anziani e Persone con Disabilità) pubblica un report sulle attività.
Nel 2024 i dieci CAAD hanno svolto complessivamente 5.912 interventi di cui 3.908 con prestazioni a distanza (telefono, e-mail, online), 881 sopralluoghi, 380 incontri di consulenza in sede, 550 contatti brevi in sede, e 193 interventi di altra natura. Di questi interventi, 2.228 sono stati per utenti (persone anziane e persone con disabilità) e 1.573 per operatori (sociali, sanitari, edilizia/installatori) o familiari.
Degli interventi su persone anziane e con disabilità, il 59% ha riguardato le prime (over 65), il 27% persone adulte (18-65 anni) e il 5% minori (sotto i 18 anni). Circa il genere, esiste una sostanziale parità tra i minori, un prevalere degli uomini nell’età adulta e delle donne tra gli anziani.
In tema di tipologie di disabilità, quella motoria riguarda oltre i due terzi delle persone che hanno avuto accesso. Le altre presentano per lo più disabilità plurime (motoria e intellettiva), mentre residuali sono stati gli accessi di persone con disabilità sensoriali o problemi di salute mentale (3% circa).
Per quanto poi riguarda gli interventi, essi hanno affrontato uno spettro molto vario di questioni, adattandosi e tenendo conto delle infinite diversità dei casi affrontati. Cercando di estrapolare alcuni dati, possiamo ricordare che nelle attività di consulenza e in quelle informative si sono affrontati i temi dei servizi 600 volte, quelli relativi a leggi (soprattutto finanziamenti e agevolazioni fiscali) 3.280 volte, il rapporto tra ausilio e persona (adattamento e personalizzazione dell’ausilio) 715 volte, gli ambienti interni dell’abitazione (bagno, cucina, camera da letto…) 2.577 volte, quelli esterni (parti comuni dello stabile come scale, ascensore, giardini, garage…) 1.876 volte.
Oltre alle attività con l’utenza sono state realizzate anche 27 occasioni formative dai CAAD di Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia e sono continuate le attività informative svolte tramite il sito e il servizio di newsletter che ha prodotto nove numeri per oltre cento notizie veicolate.
Un modello di attività pionieristico, quello dei CAAD, che ha ispirato analoghe iniziative anche in altre Regioni, utilizzando lo stesso acronimo.

Come già accennato, il report è uscito in questo mese di ottobre, nell’anno precedente a quello in cui ricorre il ventesimo anniversario dell’attivazione delle Rete. A tal proposito, i dieci Centri, in vent’anni di operatività, hanno effettuato oltre 100.000 interventi di vario tipo, anche eventualmente più volte sullo stesso caso, di cui 13.500 sopralluoghi e fornito consulenza a circa 71.000 persone: 41.000 tra persone con disabilità e persone anziane e 30.000 tra familiari, operatori sociali e sanitari, operatori del settore “abitare” (amministratori di condominio, Uffici Casa dei Comuni, Uffici di Ambito ERP-Edilizia Residenziale Pubblica), professionisti dell’area architettura e ingegneria, tecnici installatori in campo elettrico, idraulico, edilizio.
La newsletter ha pubblicato circa 150 numeri per complessive 1.800 notizie; il sito ha avuto 2.350.000 pagine visitate.
Del report della Regione Emilia Romagna si può anche leggere nel numero di ottobre della citata newsletter della Rete (disponibile a questo link) che mensilmente, e gratuitamente, informa su barriere, ausili, tecnologie, domotica, legislazione ed agevolazioni fiscali, politiche per la non autosufficienza e per l’abitare, strumento utile per conoscere realtà concrete che si occupano di progetti e gestione relativi a molte delle parole d’ordine della cultura attuale della disabilità (autonomia, abitativa soprattutto, autodeterminazione, accessibilità…) e per seguire il continuo “balletto” delle agevolazioni e bonus relativi all’àmbito edilizio e della disabilità, che cambiano continuamente di anno in anno, creando frequentemente situazioni di confusione e incertezza.
Da ricordare infine che nel sito del CAAD (a questo link) è disponibile anche una mappa delle strutture italiane simili in toto o in parte ai CAAD e presso le quali si possono avere informazioni su ausili e barriere nelle abitazioni.

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