«Siamo preoccupati – scrivono dal Gruppo Puzzle, Gruppo di Competenze per le Persone con Disabilità nella Provincia di Pesaro-Urbino, rivolgendosi direttamente al ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara – per l’uso della piattaforma SIDI ai fini della compilazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato) e in particolare per il fatto che le famiglie non siano adeguatamente coinvolte nella stesura del documento»
Ci rivolgiamo direttamente al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, come Gruppo Puzzle, Gruppo di Competenze per le Persone con Disabilità nella Provincia di Pesaro-Urbino, che coinvolge famiglie, associazioni, legali, insegnanti ed educatori.
Siamo preoccupati per l’uso della piattaforma SIDI ai fini della compilazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato) e vorremmo esprimere alcune nostre motivate perplessità.
In particolare, ci preoccupa il ruolo della famiglia nella redazione del PEI. Purtroppo, è una pratica frequente che le famiglie non siano adeguatamente coinvolte nella stesura del documento, nonostante la loro importanza per un’inclusione fruttuosa degli alunni e delle alunne con disabilità. La piattaforma SIDI, così come è strutturata, non facilita infatti la partecipazione attiva della famiglia e marginalizza il suo ruolo, limitando la partecipazione stessa alla sola Area 1 e all’approvazione del documento.
Un PEI ben fatto non prende meno di dieci ore di lavoro di tutto il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione). Lo chiediamo da oltre cinque anni: è importante che sia proposta una formazione non solo per qualcuno, tanto meno per il solo insegnante su posto di sostegno (che non ha di certo una delega in appalto), ma per tutto il GLO, tutti gli insegnanti della classe e anche le famiglie, perché siano coinvolti come membri co-partecipanti e concordi alla redazione di un documento così importante, pur nel rispetto delle Aree di competenza, come previste da modello.
L’inclusione, lo ricordiamo a tutti noi, è un momento importante di crescita civica esistenziale che non solo facilita l’alunno o l’alunna con disabilità, ma crea i presupposti per la società del futuro in maniera bi-univoca. Chiediamo dunque che il Ministero apporti eventuali correttivi per garantire la partecipazione attiva della famiglia in tutte le fasi della redazione del PEI, compresa la fase preparatoria e formativa. È importante che il GLO sia formato e coinvolto nella stesura del documento, e che la famiglia sia considerata come un membro co-partecipante e concorde. La famiglia è infatti la principale fonte di tutte le informazioni a vantaggio dell’alunno/alunna con disabilità, e la partecipazione di essa è essenziale per garantire un’inclusione efficace.
La piattaforma SIDI, così come è presentata, e così come è a nostra conoscenza, pur fornendo alcuni elementi importanti di protezione dei dati e di visione degli stessi, tramite SPID e CIE, non fornisce un incremento e un facilitatore a quanto finora trattato. La famiglia che visiona una traccia a cui non partecipa direttamente, se non per l’Area 1, è chiamata a sostenere eventuali altri interventi, ad esempio di Area 5 e Area 6, soltanto in forma mediata e questo non facilita la redazione congiunta e il rapporto vivo e vivificante di cui necessita un documento maturo prodotto da un GLO maturo. E di cui l’alunno o l’alunna con disabilità ha diritto.
Certo ci sono e ci saranno certamente famiglie che faranno fatica a partecipare, a metabolizzare la propria situazione e a non comprendere la necessità, ma è importante che la Scuola abbia contezza del punto di arrivo, proponendo un corretto punto di partenza. Anche con una certa mens profetica.
A nostro parere, la piattaforma SIDI non facilita un confronto necessario per l’elaborazione concorde del documento e marginalizza la famiglia, tradendo la sostanza e i fondamenti della normativa sull’inclusione e la preziosa Redazione Congiunta che ispirò il Legislatore sin dal 1994.
Sarebbe assai fecondo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito, così sensibile all’ineludibile apporto della famiglia, possa sostenere quei correttivi necessari affinché non ci si incammini in un punto di non ritorno che lederebbe gravemente l’inclusione e chiuderebbe la scuola in un “monadismo prassico ed istituzionale”.
È importante quindi che il Ministero comunichi a tutte le Scuole, a tutti gli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali, che con l’uso della piattaforma SIDI, gli incontri del GLO non sono aboliti, e che, nel contempo, siano mantenuti, dovuti ed incrementati gli incontri necessari durante tutte le fasi della costruzione del PEI, in quanto il confronto proficuo determina l’effettiva espressione del progetto educativo-didattico.
Come sarebbe altresì fruttuoso che tale comunicazione fosse scrupolosamente messa in atto da tutti gli Istituti Scolastici, con una rinnovata attenzione alla partecipazione attiva della famiglia, ripetiamo, non solo in fase approvativa del documento, ma anche in fase preparatoria e, volendo puntare in alto – ma la Scuola è qui anche per una visione – ad una concorde e coinvolgente fase formativa di tutto il GLO. Perché il PEI sia un modello da co-redigere e non un adempimento burocratico o modulistico che lo renderebbe e lo involverebbe in una vera e propria barriera.
*Coordinamento Puzzle di Competenze per le Persone con disabilità nel territorio di Pesaro Urbino ([email protected]). I contenuti del presente contributo coincidono con quelli di una lettera inviata dal Gruppo al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, al capo della Segreteria del Ministero Algina Ferrara, al segretario particolare del Ministro Stefano Bolognini e, per conoscenza, al sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, a Donatella D’Amico della Direzione Ufficio Scolastico della Regione Marche e all’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.
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