Favore per quei provvedimenti fiscali riguardanti il Terzo Settore

Vengono accolti con favore, dal Forum del Terzo Settore, dalla Federazione FISH e dall’Associazione AIPD, i provvedimenti fiscali riuguardanti il Terzo Settore, approvati in questi giorni dal Consiglio dei Ministri, e in particolare la disposizione riguardante il rinvio di dieci anni, fino al 2036, dell’obbligo di apertura della partita IVA per le Associazioni che offrono servizi rivolti ai propri soci

Realizzazione grafica dedicata al Terzo Settore«Da quanto apprendiamo, il Decreto sui temi fiscali per il Terzo Settore approvato ieri in Consiglio dei Ministri ha recepito alcune importanti istanze che portiamo avanti da anni per garantire sostenibilità alle attività svolte dalle organizzazioni che operano per l’interesse collettivo»: a dirlo in una nota è Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, a seguito appunto del via libera in Consiglio dei Ministri del Decreto Legislativo in attuazione della Delega al Governo sulla riforma fiscale (Legge 111/23), contenente disposizioni in materia di Terzo Settore, crisi d’impresa, sport e IVA. «Tra queste – annota Moretti -, la prima disposizione riguarda il rinvio di dieci anni, fino al 2036, della temuta entrata in vigore dell’obbligo di apertura della partita IVA per le Associazioni che offrono servizi rivolti ai propri soci. Quest’obbligo, che era previsto dal prossimo 1° gennaio, avrebbe causato pesanti e ingiustificate ripercussioni burocratiche ed economiche, soprattutto alle realtà più piccole: la decisione, quindi, di mantenere l’attuale regime di esclusione IVA va incontro alle esigenze di un comparto che si caratterizza per il valore sociale che è in grado di produrre, e accoglie i numerosi nostri appelli, insieme a quelli di tante altre realtà associative del Paese».
«Un’altra positiva norma che sarebbe contenuta nel Decreto – prosegue il Portavoce del Forum – riguarda l’armonizzazione dell’IVA al 5% tra i diversi soggetti del Terzo Settore: in particolare per le ONLUS – tipologia destinata a breve a scomparire per effetto del Codice del Terzo Settore – questo provvedimento consentirà loro di proseguire il proprio lavoro con la necessaria serenità, potendo scegliere di divenire ETS (Enti di Terzo Settore), senza essere penalizzate dal punto di vista fiscale».
«In attesa dunque di leggere il testo definitivo in Gazzetta Ufficiale – conclude Moretti -, esprimiamo soddisfazione per l’impegno di Governo e Parlamento nel tutelare il Terzo Settore da norme che ne avrebbero fortemente ostacolato l’attività e lo sviluppo. Ci auguriamo, infine, che già a partire dalla prossima Legge di Bilancio, si possa trovare una soluzione anche alla questione dell’IRAP, una tassa ingiusta che ancora grava, incomprensibilmente, sul non profit in misura ben maggiore che sulle imprese profit».

Anche Vincenzo Falabella, presidente della FISH (aderente al Forum del Terzo Settore), oltreché consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), accoglie con favore, come si legge in una nota, «la decisione del Consiglio dei Ministri di approvare la proroga decennale dell’esclusione IVA per gli Enti del Terzo Settore, provvedimento che rappresenta un atto di politica fiscale di rilievo, intervenendo su un tema cruciale per la sostenibilità economica e gestionale degli Enti di Terzo Settore, garantendo certezza normativa, continuità operativa e una riduzione significativa degli oneri amministrativi».
«La misura – prosegue Falabella – conferma l’attenzione verso un comparto che svolge funzioni di interesse generale e che costituisce un pilastro del welfare comunitario, contribuendo alla coesione sociale, alla tutela delle persone più fragili e allo sviluppo di modelli innovativi di inclusione e partecipazione. Una maggiore stabilità fiscale permette infatti agli enti di programmare interventi a lungo termine, rafforzando la capacità del Terzo Settore di agire come partner strategico delle Istituzioni Pubbliche».
«La proroga decennale dell’esclusione IVA – conclude – rappresenta pertanto un segnale politico chiaro, ossia che il Terzo Settore non è un attore marginale, ma una componente strutturale del sistema Paese e la scelta del Governo va nella direzione di consolidare l’alleanza tra istituzioni e realtà sociali che operano quotidianamente per garantire diritti, inclusione e servizi essenziali alle comunità».

Infine, anche l’AIPD (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down), aderente sia al Forum del Terzo Settore che alla FISH, si dichiara soddisfatta per la proroga al 2036 dell’entrata in vigore del regime IVA per gli Enti del Terzo Settore. «Possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo – afferma a tal proposito Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’Associazione – perché questa proroga evita un impatto economico gravissimo su migliaia di realtà che, come la nostra, garantiscono ogni giorno servizi essenziali, inclusione e sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie. È una scelta che protegge la nostra capacità di operare con continuità e qualità. L’applicazione immediata dell’IVA avrebbe infatti messo a rischio molti progetti e aumentato i costi di gestione, sottraendo risorse preziose proprio alle attività che sostengono diritti, autonomia e partecipazione. Questa decisione, quindi, restituisce stabilità al Terzo Settore e ci permette di pianificare il futuro con maggiore serenità».
«Esprimiamo infine il nostro apprezzamento – conclude – verso tutte le realtà associative e i rappresentanti istituzionali che hanno lavorato per scongiurare un cambiamento che avrebbe inciso negativamente sul mondo dell’associazionismo italiano». (S.B.)

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A questo link vi è l’elenco completo di tutti i soci e degli aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore.
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