Celebro il 3 Dicembre unendo la mia voce a quella di chi chiede la liberazione di Alberto Trentini

di Salvatore Nocera
«Incarcerato da più di un anno in Venezuela, dopo che vi si era recato per lavorare da volontario a favore di persone poverissime con disabilità, ritengo doveroso – scrive Salvatore Nocera – celebrare la ricorrenza del 3 Dicembre, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, unendo la mia voce a quella di quanti chiedono da tempo la liberazione di Alberto Trentini. E credo che tutto il mondo della disabilità dovrebbe far sentire alta la propria voce perché egli venga presto liberato»
Alberto Trentini
Alberto Trentini

Ho seguito oggi una trasmissione radiofonica sul caso incredibile di Alberto Trentini, giovane italiano incarcerato in Venezuela da oltre un anno. Della causa dell’arresto non si sa assolutamente nulla e la cosa grave è che essa non è stata neppure comunicata alle autorità italiane.
Ne scrivo su queste colonne perché mi ha colpito il fatto che si tratta di un volontario recatosi lì per un progetto di cooperazione internazionale, in uno Stato dove l’80% della popolazione vive in condizione di povertà estrema ed egli lo ha fatto per occuparsi di persone con disabilità, ossia “i più poveri tra i poveri”.

Le condizioni di Trentini in carcere sono precarie e la sua famiglia è letteralmente disperata. In altri casi di imprigionamenti l’Italia è riuscita a far tornare a casa i prigionieri in tempi più brevi, ma stavolta la nostra diplomazia ancora non riesce risolvere questo drammatico caso.
Pare che il Venezuela stia incarcerando senza comunicarne la ragione alcuni cittadini di Stati europei perché pretende un riconoscimento della validità della sua recente elezione presidenziale contesta da più parti. Alcuni Stati come la Francia hanno dato un cenno in tal senso e recentemente un cittadino francese è stato liberato. Il nostro Alberto Trentini, invece, rimane ancora come ostaggio, in attesa che l’Italia faccia qualcosa di simile.

Data la singolarità del caso, dovuta al fatto che egli si era recato in Venezuela per lavorare a favore di persone poverissime con disabilità, ritengo doveroso, per quanto mi riguarda, celebrare la ricorrenza del 3 Dicembre, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, unendo la mia voce a quella di quanti stanno chiedendo da tempo la liberazione di questa persona, incarcerata da oltre un anno perché ha fatto la scelta di vita di recarsi ad aiutare persone con disabilità non a parole né con un’elargizione economica, ma mettendo a repentaglio la propria vita.
E credo che tutto il mondo della disabilità dovrebbe far sentire alta la propria voce perché egli presto venga liberato dal regime dittatoriale del Venezuela.

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