I tagli alle ore di assistenza in quella struttura di Civitavecchia

di Genitori e Familiari delle Persone con disabilità dell’Istituto Calamatta di Civitavecchia (Roma)
«Dal 1° dicembre – denunciano genitori e familiari delle persone con disabilità dell’Istituto Calamatta di Civitavecchia (Roma) – i tagli alle ore di assistenza operati dalla Dirigenza Generale dell’ASL Roma 4 fanno sì che il rapporto assistenziale anche per le disabilità più complesse e gravi sia di un operatore ogni 5 pazienti con disabilità, gravi/gravissimi e non autosufficienti, ciò che riteniamo compatibile per disabilità di media gravità, ma non certo per disabilità complesse»

Assistenza a donna con disabilitàIn questa che è la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, come genitori e familiari delle persone con disabilità ospitate presso l’Istituto Calamatta di Civitavecchia (ex articolo 26 della Legge 833/78), firmatari del presente comunicato, intendiamo denunciare una situazione molto grave dovuta a tagli alle ore di assistenza operati dalla Dirigenza Generale dell’ASL Roma 4 di Civitavecchia. Dal 1° dicembre, infatti, il rapporto assistenziale anche per le disabilità più complesse e gravi non è più di 1:1 ma di 1:5, ossia un operatore ogni 5 pazienti con disabilità, gravi/gravissimi e non autosufficienti: inconcepibile! Questo rapporto assistenziale, infatti, è compatibile per disabilità di media gravità e non complesse, lo sanno anche i più sprovveduti.

All’Istituto Calamatta l’utenza con disabilità è grave/ gravissima, ci sono persone con disturbi dello spettro autistico e con ritardi gravi, che presentano una complessità comportamentale ed è impensabile che non abbiano un operatore dedicato. Ci sono persone con disabilità non autosufficienti con patologie multiple, ormai anziane. Una riduzione del personale OSS (Operatori Socio Sanitari) a questo livello comporta un grave, anzi gravissimo, rischio per la salute, la cura e l’igiene delle persone con disabilità. Persone che necessitano di essere lavate anche più volte al giorno, di essere imboccate perché con gravi menomazioni fisiche, pazienti che se non debitamente occupati sono terribilmente pericolosi per loro stessi e per gli altri.
Non osiamo immaginare cosa possa succedere con questo taglio, in una struttura i cui locali sono fatiscenti, pieni di barriere architettoniche e la cui unica ricchezza è stata finora la presenza di personale amorevole e disponibile, fornito dalla Cooperativa PgMelanie Klein, che ringraziamo sempre.

Fortemente preoccupati per la salute dei nostri cari, che abbiamo affidato alle cure dell’Istituto, perché impossibilitati a tenerli nelle loro case, proprio a causa della grave disabilità, chiediamo l’immediata revoca del provvedimento.
Riteniamo la Dirigenza Generale dell’ASL Roma 4 responsabile di qualsiasi cosa succeda agli ospiti dell’Istituto, vista la situazione gravissima che si è venuta a creare.
E chiediamo anche a tutte le persone di buona volontà di sostenerci e di aiutarci in questa battaglia di civiltà e rispetto nei confronti della disabilità grave e gravissima, che in questo gioco al massacro di tagli ai servizi pubblici è quella che paga il conto più salato.

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