Riguardano il rinnovo della carta d’identità e l’esenzione sanitaria le due proposte lanciate oggi, 3 Dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità dal Direttivo della Fondazione La Casa di Mario e dell’Associazione Oltre lo Sguardo, per rendere più snelle quelle mansioni e necessità primarie che non possono essere svolte da persone con disabilità e che vanno ulteriormente a gravare sui compiti quotidiani dei caregiver
Due proposte concrete e tangibili, volte a rendere più snelle quelle mansioni e necessità primarie che non possono essere svolte da persone con disabilità e che vanno ulteriormente a gravare sui compiti quotidiani dei caregiver: a lanciarle, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità di oggi, 3 Dicembre, è il Direttivo della Fondazione La Casa di Mario e dell’Associazione Oltre lo Sguardo e la prima di esse riguarda il rinnovo della carta d’identità.
«A fronte di prenotazioni, compilazione di moduli, file, appuntamenti con tempi biblici – spiegano i sostenitori della proposta -, per dare un segnale di reale volontà di cambiamento si potrebbe applicare alle persone con disabilità e anche ai loro caregiver il “Decreto Semplificazione”, recentemente approvato dal governo e in vigore dal 2026, secondo il quale le persone che hanno compiuto 70 anni non saranno più tenute a rinnovare la carta d’identità. Per quanto poi riguarda eventuali cambi di foto nel corso degli anni sul documento per persone molto giovani, le immagini aggiornate potranno essere inviate via mail quando richiesto dall’ufficio preposto».
La seconda proposta riguarda l’esenzione sanitaria, a proposito della quale si ricorda come, «nonostante molte ASL indichino che per le persone con una disabilità riconosciuta e definitiva del 100% non sia necessario il rinnovo, in molte Regioni questa regola viene disattesa e si è ancora costretti al rinnovo decennale anche per questa categoria».
«Pensiamo che, soprattutto per chi dovrà affrontare un “Dopo di Noi” doloroso e complesso – commentano Maria Rapino e Irene Gironi Carnevali, componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione La Casa di Mario -, poter sollevare il caregiver dal doversi ricordare anche questo genere di cose nel “passaggio di consegne” per la cura del proprio caro con disabilità, sia un gesto di civiltà».
«In realtà – aggiungono – sono tante le cose che si possono e si devono fare, ma se iniziamo da queste due, magari si aprirà una strada per ampliare il raggio di azione verso una vera riforma della Pubblica Amministrazione che venga incontro alle esigenze delle categorie più fragili le quali troppo spesso non riescono a far sentire la loro voce o rimangono inascoltate». (S.B.)
Per ulteriori informazioni: [email protected].
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- Come partecipare alla valutazione e alla progettazione previste dalla "riforma della disabilità" Come le persone con disabilità e le loro famiglie dovrebbero affrontare il coinvolgimento nella valutazione sulla base della quale sono definite le persone con disabilità stesse e quindi successivamente elaborati…