Lo stile inconfondibile di Botero, assai adatto alla fruizione da parte delle persone con disabilità visive

Un elemento caratterizzante dell’importante esposizione “Fernando Botero. Tecnica monumentale”, in mostra al Forte di Bard della Valle d’Aosta fino al 6 aprile del prossimo anno, è il progetto sperimentale promosso dall’Associazione Forte di Bard e realizzato dai referenti della stessa, insieme a Dieci Occhi, in collaborazione con l’UICI Valdostana e la Cooperativa C’era l’Acca, iniziativa voluta per rendere la mostra fruibile da parte di persone con disabilità visive
Mostra "Fernando Botero. Tecnica monumentale", Foirte di Bard, pannello tattile (©Marisa Jans/Archivi Forte di Bard)
Uno dei pannelli tattili realizzati per la mostra “Fernando Botero. Tecnica monumentale” (©Marisa Jans/Archivi Forte di Bard)

È presente fino al 6 aprile del prossimo anno, al Forte di Bard in Valle d’Aosta, un importante progetto espositivo dedicato a Fernando Botero (1932-2023), realizzato in collaborazione con 24 Ore Cultura e la Fernando Botero Foundation. Curata da Cecilia Braschi e intitolata Fernando Botero. Tecnica monumentale, «la mostra – come si legge nella presentazione – ripercorre l’intera carriera del maestro colombiano, valorizzando la complementarietà tra pittura, scultura e disegno e approfondendo le ragioni delle sue scelte stilistiche dalle prime prove degli Anni Quaranta del Novecento fino alle ultime opere realizzate a Monaco tra il 2019 e il 2023».

Un elemento caratterizzante del percorso espositivo è un progetto sperimentale promosso dall’Associazione Forte di Bard e voluto per rendere la mostra fruibile a persone con disabilità visive, tramite la realizzazione di sei pannelli tattilo-visivi, in grado di restituire gli elementi principali delle opere selezionate, ognuno dei quali accompagnato da didascalie in Braille e da un QR Code accessibile tramite due app gratuite, che consente di approfondire facilmente contenuti e contesto. Inoltre, una scultura è stata riprodotta in 3D, per consentirne l’esplorazione tattile.
«Lo stile inconfondibile di Botero – spiegano i promotori dell’iniziativa -, caratterizzato da forme piene, volumi definiti e colori intensi, si rivela particolarmente adatto alla lettura tattile e alla percezione da parte di persone con disabilità visive. Il percorso inizia sin dall’ingresso della mostra, dove un pannello stampato anche in Braille introduce alle diverse sezioni tematiche. In ciascuna sezione è stata poi inserita la riproduzione tattile di un’opera ritenuta rappresentativa del tema trattato. Le opere pittoriche sono state riprodotte a rilievo su pannelli posizionati accanto agli originali, con le riproduzioni stesse che presentano contorni di diverso spessore e altezza, texture dedicate e colori di fondo che mettono in evidenza gli elementi compositivi, spesso sovrapposti. Per facilitare la comprensione, accanto alla riproduzione dell’intera opera è proposto anche il soggetto principale isolato, utile a riconoscere e distinguere le figure nella composizione. Quest’ultimo è un supporto che si rivela anche un efficace strumento di coinvolgimento pure per i visitatori più piccoli, che possono avvicinarsi all’opera attraverso un’esperienza tattile di scoperta dal dettaglio all’insieme».

«Tutte le riproduzioni – viene spiegato ancora – sono accompagnate da didascalie in Braille e in caratteri ad alta leggibilità. Mentre i pannelli a rilievo permettono di comprendere la struttura visiva dell’opera, le informazioni descrittive, come i singoli elementi raffigurati, i significati e i dettagli, sono fornite tramite specifici codici QR Navilens, che completano e potenziano l’esperienza tattile. Tali codici, attivabili tramite un’app gratuita, vengono riconosciuti automaticamente da qualsiasi smartphone anche a distanza e offrono contenuti fruibili in modalità differenti: in questa situazione per persone con disabilità visive e per visitatori di lingua straniera, grazie alla traduzione automatica in oltre 40 lingue».

Il meritorio progetto è stato sviluppato da un gruppo di lavoro composto dai referenti del Forte di Bard e da Dieci Occhi (Valentina Lungo, Tactile Book Designer, ed Enrico Delmastro, Graphic Designer), in collaborazione con la Sezione Valdostana dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e della Cooperativa Sociale C’era l’Acca, nell’àmbito del progetto Sensi+ Tecnologia per l’autonomia, realizzato in co-progettazione con l’Assessorato Regionale della Valle d’Aosta alla Sanità, alla Salute e alle Politiche Sociali.
«Si tratta di un’iniziativa – sottolineano da C’era l’Acca – che rappresenta un punto di svolta, aprendo nuovi spazi all’accessibilità museale e ponendo le basi per un percorso destinato a crescere con forza nei prossimi anni». (S.B.)

Ringraziamo Maria Cosentino per la collaborazione.

Per ulteriori informazioni: Cooperativa Sociale C’era l’Acca ([email protected]).
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