«In occasione della Giornata Internazionale della Copertura Sanitaria Universale, come Associazione ACDC – scrive Carlo Leoni – ci mobilitiamo per far conoscere storie di discriminazione ordinaria delle Pubbliche Amministrazioni “letargiche” nell’applicazione delle leggi a tutela dei diritti dei loro concittadini. Nello specifico riteniamo sia impensabile che nel 2025 una signora di 94 anni con disabilità e in sedia a rotelle non abbia completo accesso all’assistenza sanitaria da parte di un Comune che in tal modo viola anche il suo stesso Statuto»
In occasione della Giornata Internazionale della Copertura Sanitaria Universale (Universal Health Coverage Day) di oggi, 12 dicembre, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2017 per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di garantire a tutti l’accesso a servizi sanitari, come ACDC (Associazione Centrale per la Difesa dei Diritti e Doveri dei Cittadini) siamo mobilitati a informare i cittadini e a far conoscere storie di discriminazione ordinaria delle Pubbliche Amministrazioni “letargiche” nell’applicazione delle leggi a tutela dei diritti dei loro concittadini.
Nello specifico riteniamo sia impensabile, nel 2025, non avere completo accesso all’assistenza sanitaria, soprattutto per una signora di 94 anni con disabilità e in sedia a rotelle, che chiede una presenza costante. Insieme al figlio di 58 anni, la signora risiede da circa vent’anni nel Comune di Bassano Romano (Viterbo), ma a seguito di un incendio dalla causa non chiarita, si sono visti togliere, in barba al rispetto delle procedure, la residenza nella loro casa abituale, ciò che ha avuto ripercussioni pesanti sulla vita quotidiana dei due, costretti ad autotutelarsi da se stessi, data la mancanza di ascolto e dialogo con le Istituzioni che invece dovrebbero interessarsi alla vicenda e chiamarli a chiarire la questione con il Sindaco, che potrebbe risolvere l’equivoco creatosi da semplici vizi di forma, che gli Uffici comunali non si occupano di correggere.
Cogliamo dunque l’occasione per ricordare l’articolo 11 (Cancellazioni anagrafiche) del “Regolamento Anagrafico” (DPR 223/89: «La cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente viene effettuata […] quando, a seguito di ripetuti accertamenti opportunamente intervallati, la persona sia risultata irreperibile»), la Circolare dell’ISTAT n. 21 del 5 aprile 1990 («Le cancellazioni per irreperibilità dei cittadini italiani o stranieri devono essere effettuate quando sia stata accertata la irreperibilità al loro indirizzo da almeno un anno e non si conosca l’attuale loro dimora abituale»), gli articoli per la difesa dei diritti delle persone con disabilità nella relativa Convenzione delle Nazioni Unite, il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici del 1966, la libertà di circolazione e di soggiorno e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Con l’auspicio dunque di poter festeggiare la Giornata Internazionale di oggi senza discriminazioni, ovvero con la risoluzione positiva di questa vicenda, vale certamente la pena di evidenziare anche lo Statuto del Comune di Bassano Romano, protagonista di questa stessa vicenda: «ART. 16 – Valorizzazione degli anziani, comma 3: Si prefigge di estendere il sistema di garanzie sociali e di servizi e di assistenza morale e materiale agli anziani. ART.6 – Principi ispiratori e criteri dell’attività amministrativa del Comune, commi 1, 2 e 6: 1. Il Comune di Bassano Romano ispira la sua azione ai principi di uguaglianza e di pari dignità sociale della popolazione per il completo sviluppo della persona umana, come previsto dalla “Carta europea dei diritti umani” nella città alla quale aderisce; 2. Ispira la sua azione al principio di solidarietà per tutti i cittadini, operando per superare gli squilibri sociali, culturali, economici, territoriali esistenti nel proprio ambito e nella comunità nazionale e internazionale. Concorre inoltre a realizzare lo sviluppo della propria comunità ispirandosi ai valori ed agli obiettivi della Costituzione; 6. L’attività amministrativa del Comune è svolta secondo criteri di imparzialità, efficacia, efficienza […] per soddisfare le esigenze della collettività e degli utenti dei servizi».
In sostanza il Comune in questione viola se stesso!
E in conclusione ci chiediamo anche come mai i Consiglieri di minoranza (l’opposizione), loro stessi cittadini di Bassano Romano, rimangano in silenzio e non esercitino il diritto del regolamento del funzionamento del Consiglio Comunale del 1994 (Articoli 8, 9, 10, 11, 12).
*ACDC (Associazione Centrale per la Difesa dei Diritti e Doveri dei Cittadini).
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