Rendere il videogioco accessibile anche a chi, a causa di barriere fisiche o cognitive, spesso non può vivere appieno l’esperienza del gaming: è l’obiettivo di “Play-Able – Per un nuovo livello di accessibilità”, progetto di responsabilità sociale realizzato da Bosch Italia, in stretta collaborazione con la Fondazione ASPHI, che da oltre quarant’anni promuove l’inclusione delle persone con disabilità attraverso l’uso delle tecnologie digitali
Rendere il videogioco accessibile anche a chi, a causa di barriere fisiche o cognitive, spesso non può vivere appieno l’esperienza del gaming: è l’obiettivo di Play-Able – Per un nuovo livello di accessibilità, progetto di responsabilità sociale realizzato da Bosch Italia, in stretta collaborazione con la Fondazione ASPHI (Accessibilità e Sostenibilità Digitale delle Persone con Disabilità per Habitat Inclusivi), che da oltre quarant’anni promuove l’inclusione delle persone con disabilità attraverso l’uso delle tecnologie digitali.
Nello specifico, ASPHI, grazie alla competenza maturata nel campo dell’accessibilità digitale e del gaming, ha curato la progettazione e l’adattamento delle postazioni di gioco donate ai ragazzi coinvolti. Ogni postazione è personalizzata combinando tecnologie, ausili e interfacce alternative, con l’obiettivo di aumentare l’autonomia nel gioco, sviluppare competenze digitali, favorire comunicazione, partecipazione e relazioni sociali.
L’intervento della Fondazione, inoltre, non si limita alla fornitura di ausili: alle famiglie, infatti, viene offerto un percorso di formazione dedicato, affinché la tecnologia diventi uno strumento di crescita e inclusione nella vita quotidiana e scolastica.
«Con Play-Able – spiegano i promotori dell’iniziativa – il videogioco supera il confine del semplice intrattenimento e diventa un mezzo di espressione, apprendimento e relazione. L’iniziativa permette infatti ai ragazzi di fare ciò che molti loro coetanei danno per scontato: divertirsi, condividere passioni, esplorare nuove abilità».
«Progetti come questo – dichiara Andrea Pontremoli, presidente di ASPHI – dimostrano quanto sia fondamentale costruire reti tra organizzazioni, aziende e comunità, per promuovere una cultura realmente inclusiva. In tal senso, la collaborazione con Bosch è un esempio di innovazione al servizio delle persone, capace di generare valore sociale e nuove opportunità». (S.B.)
A questo link è disponibile un ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: Rossella Romeo ([email protected]).
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- Il diritto di non sapersi difendere Autismo, disabilità e il paradosso di dover diventare la propria difesa proprio quando non si riesce più a farlo: ruota attorno a questo la storia raccontata da Federica, una storia…