Una mostra tattile al buio, laboratori creativi per la realizzazione di manufatti in argilla, contribuendo a un’esperienza multisensoriale che ha permesso di riflettere sul riuso, sulla sostenibilità e sul valore delle risorse, partendo dalle pratiche del passato per comprendere meglio il presente: sono stati questi i passaggi del progetto “Ars Tactilis”, che ha avuto quale capofila la Cooperativa Sociale AbilNova, di cui si è svolta la scorsa settimana a Trento la fase conclusiva

Una mostra tattile al buio, dove gli oggetti in ceramica potevano essere esplorati attraverso il tatto e laboratori creativi per la realizzazione di manufatti in argilla, il tutto contribuendo a un’esperienza multisensoriale che ha permesso di riflettere sul riuso, sulla sostenibilità e sul valore delle risorse, partendo dalle pratiche del passato per comprendere meglio il presente: sono stati questi i passaggi del progetto Ars Tactilis, di cui si è svolta la scorsa settimana a Trento la fase conclusiva.
Promossa dalla Cooperativa Sociale AbilNova, in qualità di capofila e finanziata dalla Fondazione Caritro, l’iniziativa – nata da un team di lavoro composto da studenti e studentesse delle Università di Bologna e Paris 1-Pantheon Sorbonne – ha sostanzialmente avuto come obiettivo quello di rendere la cultura accessibile a tutti e tutte, abbattendo le barriere sensoriali e favorendo la partecipazione attiva delle nuove generazioni. In particolare si è puntato a diffondere la conoscenza archeologica attraverso modalità inclusive, a sensibilizzare sul tema del riciclo e della sostenibilità, a promuovere l’inclusione sociale e culturale, coinvolgendo studenti e studentesse in attività pratiche e formative.
Un sentito ringraziamento da AbilNova va a all’Istituto Comprensivo Trento 6, per la collaborazione e la partecipazione attiva delle classi coinvolte, e ad Arkeo Fabrik, per le riproduzioni archeologiche. (S.B.)
Per ulteriori informazioni: [email protected] (Irene Matassoni).
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