Il 17 gennaio prossimo a Iseo (Brescia) la storia di Maria Luisa Garatti diventerà simbolo nazionale di resilienza, rinascita e diritto alla partecipazione. Atleta paralimpica, avvocata e persona con sclerosi multipla, Garatti – che in questi anni ha completato ben 18 maratone e conquistato titoli paralimpici – porterà infatti la Fiamma delle Olimpiadi e Paralimpiadi di di Milano-Cortina, trasformando la propria esperienza personale in un messaggio universale di speranza

Il 17 gennaio prossimo a Iseo (Brescia) ed esattamente alle ore 16.23, nel percorso della Fiamma Olimpica verso Milano‑Cortina 2026, la storia di Maria Luisa Garatti diventerà simbolo nazionale di resilienza, rinascita e diritto alla partecipazione. Atleta paralimpica, avvocata e persona con sclerosi multipla, Garatti porterà infatti la Fiamma Olimpica, trasformando la sua esperienza personale in un messaggio universale di speranza.
Era il 17 maggio 2006, giorno del suo compleanno, quando Maria Luisa ricevette la diagnosi di sclerosi multipla. Una data che avrebbe potuto segnare una rinuncia definitiva. Per anni lo sport è rimasto fuori dalla sua vita, mentre la convivenza con la malattia occupava ogni spazio. Poi la svolta: la scoperta della corsa. «Da quel momento ho iniziato davvero a vivere e a combattere la sclerosi multipla. Ho scelto di non lasciare che fosse la malattia a vincere», racconta.
Da allora, 18 maratone completate, titoli paralimpici conquistati e lo sport diventato un alleato fondamentale, accanto alle cure, nel suo percorso di vita.
Ma la corsa di Maria Luisa non si ferma ai tracciati sportivi. Come avvocata, ogni giorno combatte per i diritti degli atleti/atlete paralimpici, promuovendo equità e inclusione nello sport con la stessa determinazione che mette in ogni chilometro percorso. «Lo sport è uno spazio reale di equità, inclusione e rinascita» – afferma con forza -. Ogni ostacolo è un’occasione per trasformare il limite in possibilità. Portare la fiaccola olimpica significa rappresentare tutte le persone che ogni giorno combattono in silenzio ma non smettono mai di credere».
«La fiaccola olimpica – sottolinea ancora – rappresenta esattamente ciò che cerco di trasmettere ogni giorno con la mia vita: luce, speranza, resilienza. Sarà il simbolo di un cammino condiviso, quello di chi non si arrende e continua a correre anche quando la strada si fa in salita».
Per questo, dunque, quando in occasione del Festival di Sanremo 2025 venne annunciata la possibilità di candidarsi come tedofori olimpici, Maria Luisa non ha esitato un attimo. Ha presentato la sua candidatura attraverso entrambi i canali disponibili – il sito ufficiale di Milano-Cortina 2026 e il portale di Coca-Cola – con la convinzione di chi sa che i sogni si costruiscono anche con gesti concreti. Non ha atteso passivamente: ha scelto di mettersi in gioco, ancora una volta.
Atleta, avvocata e scrittrice, Maria Luisa incarna i valori olimpici nella loro essenza più profonda, dimostrando che la fragilità può trasformarsi in forza e che ogni limite può diventare un punto di partenza.
«Il passaggio della Fiamma Olimpica a Iseo – sottolinea Francesco Vacca, presidente nazionale dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) – non sarà solo un grande evento sportivo, ma un messaggio potente di inclusione che risuonerà ben oltre i confini della città coinvolta. La storia di Maria Luisa Garatti, infatti, dimostra come lo sport possa diventare parte essenziale del Progetto di Vita di una persona con sclerosi multipla e, più in generale, di qualsiasi persona con disabilità. Il suo impegno e la sua presenza nel percorso della Fiamma Olimpica affermano il diritto allo sport come diritto di cittadinanza, che permette di scegliere, partecipare e vivere pienamente». (B.E. e S.B.)
Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), [email protected].
Gli altri testi di Superando dedicati ad altrettanti tedofori con disabilità di Milano/Cortina sono: Dal powerchair hockey un tedoforo per Milano-Cortina 2026 di Autori vari (a questo link); Anche Marta Russo, giovane donna con disabilità, tra i 10.001 tedofori della Fiamma Olimpica (a questo link); Dal Braille alla fiamma olimpica, un impegno per rendere i diritti visivi parte della cultura del Paese (a questo link).
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