Quelle 10 ore di assistenza alla comunicazione non bastavano: il PEI ne aveva chieste 20

Secondo il Comune di Mascali (Catania), 10 ore alla settimana di assistenza alla comunicazione per un ragazzo con disturbo dello spettro autistico sarebbero state sufficienti, ma il PEI (Piano Educativo Individualizzato) aveva stabilito che le ore necessarie dovessero essere 20. Proprio al PEI ha fatto riferimento il Tribunale di Catania, disponendo le 20 ore di assistenza e condannando il Comune a 1.000 euro al giorno, «per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento»
Assistente all'autonomia e alla comunicazione insieme a un bimbo
Un’assistente all’autonomia e alla comunicazione insieme a un bimbo

Il Comune di Mascali (Catania) aveva scritto in una lettera alla famiglia di avere garantito a scuola 10 ore alla settimana di assistenza alla comunicazione per il loro figlio con disturbo dello spettro autistico, «confidando che sarebbero state sufficienti». Ma il PEI (Piano Educativo Individualizzato) di quel ragazzo aveva invece stabilito che le ore necessarie dovessero essere 20 e non 10.
Proprio al PEI, dunque, ha fatto riferimento la Prima Sezione Civile del Tribunale di Catania, emettendo il 29 dicembre scorso l’Ordinanza n. 11554/2025 R.G. con cui «disporre la nomina dell’assistente specializzato alla comunicazione, Asacom, per un numero di ore non inferiore a quello previsto dal P.E.I., ovvero per n. 20 ore settimanali».
Particolarmente rilevante anche l’avere fissato nella misura di 1.000 euro al giorno, da parte del Tribunale, «la somma di denaro dovuta dal Comune di Mascali, per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del presente provvedimento» (grassetto nostro nella citazione). Il Comune, per altro, ha provveduto tempestivamente ad erogare le intere 20 ore settimanali, subito dopo la notifica del provvedimento di condanna.
Per il Comune stesso, infine, è stato anche sancito «il pagamento delle spese di giudizio in favore dei ricorrenti, liquidate in euro 1.800».
Una domanda: sicuri al Comune di Mascali che non sarebbe stato per loro più conveniente garantire le ore fissate dal PEI dell’alunno? (S.B.)

Ringraziamo Enrico Toffolo, vicepresidente dell’APRI (Associazione per la ricerca sull’autismo Cimadori) per la segnalazione.

Share the Post: