La Menzione Speciale andata a Piacenza, nell’àmbito della sedicesima edizione del “Premio Europeo alla città più accessibile”, viene recepito dalla città emiliana come un incoraggiamento e allo stesso tempo una responsabilità, basandosi sull’assunto che l’accessibilità non può essere un capitolo separato delle politiche urbane. Ed è il frutto di un lavoro trasversale e altamente professionale, portato avanti da una pluralità di attori, all’insegna di un processo condiviso e trasparente

«Essere tra le cinque città finaliste in tutta Europa è già di per sé un riconoscimento importante. Rappresenta un incoraggiamento e, allo stesso tempo, una responsabilità. L’accessibilità non è un capitolo separato delle politiche urbane: è un modo di guardare alla città che tiene insieme giustizia sociale, qualità della vita e diritti. Questo risultato parla della serietà con cui, come amministrazione, stiamo cercando di costruire una Piacenza più inclusiva, ascoltando le persone con disabilità e lavorando ogni giorno su barriere che spesso sono invisibili, ma molto concrete»: sono le parole di orgoglio di Katia Tarasconi, sindaca di Piacenza, pronunciate in occasione dell’assegnazione al suo Comune di una Menzione Speciale nell’àmbito dell’Access City Award 2026, il “Premio Europeo alla città più accessibile”, andato quest’anno a Saragozza (Spagna), davanti a Valencia (Spagna) e a Rennes (Francia) [se ne legga già ampiamente anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Nello specifico a Piacenza è andata la Menzione Speciale ICT (Tecnologie della Comunicazione e dell’Informazione).
Giunto alla sedicesima edizione, l’Access City Award è stato indetto dalla Commissione Europea e dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, per dare appunto visibilità alle città considerate virtuose per i miglioramenti apportati all’accessibilità delle abitazioni, degli ambienti di lavoro, dei trasporti, delle strutture ricettive e culturali, dell’àmbito delle tecnologie e della comunicazione del proprio territorio.
Dietro all’importante riconoscimento ottenuto da Piacenza, c’è una progettualità complessa, finalizzata soprattutto alla valorizzazione del processo di stesura del primo Piano comunale per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA).
L’articolato lavoro è consistito nella mappatura di oltre 3.000 criticità presenti sul territorio del Comune e nella stesura di una check-list degli interventi più urgenti da fare su edifici e spazi pubblici. In particolare, si è posta l’attenzione al centro storico, dove si trovano, per lo più, le aree e gli immobili di interesse collettivo; è stata, pertanto, intrapresa un’accurata analisi dei percorsi pedonali, finalizzata al rilevamento e alla risoluzione dei problemi più gravi, come i marciapiedi stretti o dissestati, l’assenza di attraversamenti sicuri, gli ostacoli che ostruiscono il passaggio.
Gli interventi risultati necessari riguardano le scuole, i teatri, gli uffici comunali e gli spazi pubblici e, in particolare, fanno riferimento ad ascensori, segnaletica inclusiva e all’eliminazione di ostacoli strutturali. Per garantire la massima fruibilità da parte di tutti della città, inoltre, sono state attuate alcune riqualificazioni significative di altrettante aree comunali, come il parco giochi accessibile e dotato di adeguati servizi igienici o i bagni pubblici di piazzetta Pescheria.
In questa opera di adattamento, il Comune di Piacenza ha adottato i criteri di accessibilità universale, concependola, pertanto, per ogni tipo di disabilità (motoria, sensoriale e cognitiva), proponendo soluzioni mirate per ciascuna tipologia.
La stesura del primo Piano PEBA è stata resa possibile grazie a un processo condiviso e trasparente in cui sono stati coinvolte più realtà, il Tavolo Disabilità, le scuole, i liberi professionisti, la cittadinanza e i tecnici comunali; in concomitanza, è stato promosso un laboratorio formativo, realtà innovativa, e pertanto molto apprezzata, dove architetti, ingegneri, geometri e progettisti comunali hanno la possibilità di confrontarsi; non da ultimo, è stato importante l’ascolto e la sperimentazione diretta dei cittadini attraverso questionari e passeggiate urbane inclusive.
Il buon esito della candidatura all’Access City Award è quindi il risultato di un lavoro trasversale e altamente professionale portato avanti da una pluralità di attori: Assessorati e Uffici Comunali di settori diversi, con il coordinamento della Direzione Generale e del Servizio Europa e Fundraising.
La Menzione Speciale ICT riconosce inoltre il ruolo degli sportelli di supporto ai cittadini nell’àmbito del progetto Digitale Facile, promosso dalla Regione Emilia Romagna e finanziato con fondi PNRR/Next Generation EU, e grazie anche a strumenti come la app Municipium e il portale Open Data, che semplificano l’accesso diretto a servizi e informazioni, consentendo un’interazione più immediata e diretta tra Pubblica Amministrazione e comunità locale.
*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Piacenza mappa l’accessibilità. E si merita una menzione speciale dall’Europa” e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
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