«La Legge dovrà riconoscere pienamente il lavoro di cura come lavoro, garantendo tutele adeguate e diritti certi, contribuendo così a un cambiamento culturale più ampio: il riconoscimento del caregiver familiare come perno indispensabile del sistema di welfare»: lo dichiara Gianfranco Salbini, presidente dell’AIPD (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down) commentando il Disegno di Legge sui caregiver familiari approvato nelle scorse settimane in Consiglio dei Ministri

«L’arrivo del Disegno di Legge sui caregiver familiari in Consiglio dei Ministri – dicono dall’AIPD (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down) è stata una prima risposta importante alle richieste avanzate negli anni dalle associazioni e dalle famiglie. Si tratta del punto di approdo di un lungo percorso di proposte, confronti e mobilitazioni portate avanti da realtà profondamente radicate nei territori e nella quotidianità della cura, che hanno contribuito a rendere finalmente visibile una figura che, come da più parti si ripete, è perno e fulcro del nostro welfare».
Ricordando tuttavia anche le dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane da Associazioni e Federazioni, che convergono nel riconoscere il valore simbolico e politico di questo passaggio, l’AIPD sottolinea a propria volta «l’emergere di un nodo cruciale: i caregiver familiari, tutti, hanno bisogno di tutele e di servizi, ancora più che di risorse economiche. Il vero bisogno, che in tanti casi diventa urgente, è di vedere alleggerito il proprio carico di cura e garantiti spazi di riposo, tempo da dedicare a se stessi, alla relazione di coppia, agli altri figli e ai propri progetti di vita. Come genitori, sappiamo bene di cosa parliamo, perché lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle, spesso da molti anni. Per questo, qualche anno fa abbiamo voluto chiedere proprio ai caregiver familiari quali fossero i loro bisogni, quali le condizioni di vita, quali le prospettive che immaginavano per il proprio futuro e in tal senso abbiamo raccolto dati importanti nella ricerca Non uno di meno, realizzata insieme al Censis».
«Proprio a partire da quei dati – aggiungono ancora dall’Associazione -, oggi diciamo che i soldi – per altro insufficienti e inadeguati – non bastano: serve un rafforzamento strutturale dei servizi territoriali, a partire dall’assistenza domiciliare, dai servizi di sollievo e dai supporti socio-sanitari integrati. Il Disegno di Legge presentato non introduce un potenziamento diretto e vincolante dei servizi territoriali, né prevede un pacchetto nazionale di servizi dedicati ai caregiver, come sportelli di supporto, accompagnamento psicologico, formazione e interventi di sollievo diffusi in modo omogeneo sul territorio. La concreta attuazione delle misure resta in larga parte demandata a Regioni e Comuni, con il rischio di accentuare le disuguaglianze territoriali già esistenti».
«Il passaggio parlamentare – ribadisce Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’AIPD – rappresenta una fase decisiva e il Disegno di Legge è un punto di partenza importante, ma non può essere considerato un punto di arrivo. Per questo, ci uniamo a tante altre famiglie e associazioni, nel chiedere che il testo venga profondamente modificato e integrato, affinché sia in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone coinvolte nella cura. In particolare è necessario che la Legge riconosca pienamente il lavoro di cura come lavoro, garantendo tutele adeguate e diritti certi, contribuendo così a un cambiamento culturale più ampio: il riconoscimento del caregiver familiare come perno indispensabile del sistema di welfare, senza il quale lo Stato non sarebbe in grado di reggere il peso dell’assistenza. Solo in questa prospettiva il provvedimento potrà incidere in modo significativo sulla vita quotidiana delle famiglie, offrendo non un riconoscimento formale, ma quella possibilità di “respiro” che rappresenta la vera misura della qualità di una politica sociale».
«In questa prospettiva – aggiunge Salbini – l’auspicio è che nel passaggio al Parlamento, che dovrebbe essere prossimo, si tenga conto delle richieste e delle indicazioni che arrivano da chi vive quotidianamente la condizione della cura, dalle famiglie e dalle associazioni che da anni operano sui territori. Un ascolto attento di queste voci può contribuire infatti a rendere il Disegno di Legge uno strumento più aderente ai bisogni reali e più capace di incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone coinvolte».
«Come AIPD – conclude – confermiamo la nostra piena disponibilità al confronto con le Istituzioni e con il Parlamento, nella convinzione che solo attraverso un dialogo costante e costruttivo sia possibile arrivare a una legge realmente efficace, in grado di riconoscere il valore del lavoro di cura e di rafforzare un sistema di welfare più equo, inclusivo e sostenibile». (S.B.)
Superando si è già occupato del Disegno di Legge sui caregiver familiari con i testi:
° Caregiver familiari: il Parlamento approvi una norma all’altezza delle aspettative e dei diritti (a questo link)
° Caregiver familiari: quella norma richiede risorse economiche ben diverse di ANGSA (a questo link)
° Lavoriamo insieme per rendere la legge sui caregiver familiari un punto di partenza solido di Vincenzo Falabella (a questo link)
° Disegno di Legge sui caregiver: servono cautela, concretezza e un testo da migliorare in Parlamento (a questo link)
° Per una Legge Nazionale sui caregiver familiari buona per tutti (a questo link)
° Caregiver familiari: la battaglia per le briciole e la battaglia per il pane di Gianfranco Vitale (a questo link)
° Caregiver familiari: la vera sfida è cambiare il modello di welfare di Daniele Romano (a questo link)
° Caregiver familiari: la non autosufficienza è una condizione di vita, non una condizione di povertà di Sara De Carli (a questo link).
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